Arsenal vs. Liverpool 2-1: turnover E qualificazione, l’abbinamento perfetto

Forse non basta a pareggiare l’umiliazione subita ad Anfield, però la seconda vittoria sue tre incontri con i Reds di Brendan Rodgers rimette a posto un po’ di cose in casa Arsenal.
Se alla vigilia i timori creati dal turnover che Arsène Wenger meditava di applicare sembravano giustificati, il risultato e la prestazione della squadra hanno dimostrato che l’Arsenal ha alternative valide in ogni zona del campo, con sommo sollievo da parte di chi scrive.

Non erano tanto le qualità tecniche o fisiche ad essere messe in dubbio, piuttosto la tenuta mentale e la coesione dello spogliatoio nel momento più importante della stagione.
Dalle prestazioni di Lukasz Fabianski, Lukas Podolski, Yaya Sanogo e Carl Jenkinson si sarebbe capito molto di come funziona la squadra e non credo di essere l’unico ad essere sollevato dopo aver visto la partita di ieri.
Questo non significa affatto che l’Arsenal abbia un contingente anche solo lontanamente tanto competitivo quanto quello di Chelsea e Manchester City, però adesso abbiamo la prova che coloro che siedono in panchina sono pronti a fare la propria parte – anche se in scadenza di contratto (Lukasz Fabianksi) o verosimilmente in partenza dopo il Mondiale (Lukas Podolski).
Non è stata la partita perfetta da parte degli uomini di Arsène Wenger, però nonostante vi fossero in campo appena quattro dei titolari abituali, l’Arsenal ha tenuto testa ad un Liverpool che ha lasciato a riposo solo Simon Mignolet e Jordan Henderson, schierando il quartetto Philippe Coutinho, Raheem Sterling, Daniel Sturrdige e Luis Suarez al gran completo.
Prevedibile quindi che gli ospiti potessero creare qualche grattacapo ad una difesa meno navigata del solito, però alla fine dei conti il Liverpool ha segnato solamente su rigore e questo non può che essere un dato positivo.
Merito soprattutto di un Lukasz Fabiasnki in grandissimo spolvero, bravissimo in più di un’occasione nelle concitate fasi iniziali del match, e di una grande intensità nel pressing a centrocampo – guidato perfettamente dal rientrante Mathieu Flamini.
Le buone notizie non finiscono qui, tra l’altro, perché Alex Oxlade-Chamberlain sta crescendo di partita in partita e Mesut Özil ha finalmente qualcuno da imbeccare nei corridoi offensivi, mentre Yaya Sanogo si è battuto come un leone contro due centrali duri e navigati come Daniel Agger e Martin Skrtel – creando non pochi grattacapi alla difesa avversaria.
Il controllo di palla è ancora da affinare e il francese è stato protagonista di un paio di lisci che avrebbero fatto felici i ragazzi della Gialappa’s, però come debutto è apparso molto incoraggiante.
Bene anche Carl Jenkinson, sempre più freddo sotto pressione a differenza degli esordi, mentre l’energia e l’aggressività di Mathieu Flamini sono state una vera manna dal cielo per una squadra spesso troppo compassata.
Archiviamo la qualificazione ai quarti di finale di FA Cup, segnamo sul calendario la data alla quale ci giocheremo un posto in semifinale contro l’Everton e sotto con la preparazione di un’altra grandissima sfida, l’andata degli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco.
Sarà tutta un’altra musica, però quest’orchestra sta ritrovando ritmo al momento più opportuno…

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