PSG v Arsenal 1-1: di buono c’è solo il risultato, Gunners dominati a Parigi

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Sotto di un gol dopo appena quarantaquattro secondi, incapaci di conservare il pallone per più di qualche istante e surclassati tecnicamente, tatticamente e fisicamente da un Paris Saint-Germain che – a detta di tifosi e stampa transalpina – è lontanissimo dalla condizione migliore.
Non fosse stato per gli errori imperdonabili di Cavani e le parate di David Ospina, il primo tempo sarebbe finito tre a zero per loro – e nessuno avrebbe potuto lamentarsi.

Male la difesa, disorganizzata e vulnerabile; male il centrocampo, disunito e privo di idee; male l’attacco, apatico e male assortito.

Difficile fare peggio dei primi quarantacinque minuti di gioco al Parc des Princes, dove l’Arsenal è arrivato con l’idea di giocare in contropiede e si è fatto sorprendere alla primissima occasione da una giocata tutt’altro che originale: Di María è venuto incontro alla palla, portandosi dietro l’ingenuo Nacho Monreal, e Verratti ha pescato la sovrapposizione di Aurier, tutto solo sulla destra con una prateria davanti a sé; il terzino ha crossato al centro dove Cavani, liberissimo, non ha lasciato scampo a David Ospina con un bel colpo di testa.
Da lì in poi, gli uomini di Unai Emery ci hanno fatto vedere i fantasmi e solo un mix di fortuna e bravura ci ha permesso di restare in partita.
Possiamo raccontarci di come la squadra abbia reagito bene, di quanto sia rimasta unita, di quanto sia migliorata nel secondo tempo e anche di come avrebbe potuto vincerla, con quell’occasione capitata a Alex Iwobi, però la verità è che in una serata normale, questa partita l’avremmo persa dopo nemmeno venti minuti.
Senza scomodare Barcellona, Bayern Monaco o Real Madrid, una qualsiasi delle altre pretendenti alla Champions League – compreso lo stesso PSG, con un Cavani più convinto – ci avrebbe messi al tappeto con disarmante facilità e saremmo tornati a Londra con tanti gol in saccoccia e ben poco da recriminare.
L’approccio tattico di Arsène Wenger non ha funzionato, le scelte di schierare Alex Oxlade-Chamberlain, FrancisCoquelin, Alex Iwobi non hanno pagato così come il fatto di riproporre AlexisSánchez centravanti, rimasto ai margini troppo a lungo.
Gli ingressi di Granit Xhaka e Olivier Giroud hanno portato maggiore equilibrio alla squadra e migliorato la manovra, chissà che con loro in campo non saremmo riusciti a controllare meglio una partita che ci è sfuggita di mano subito dopo il fischio d’inizio dell’arbitro Kassai.
Prendiamoci questo punto prezioso e i pochi spunti positivi della giornata, tra cui la prestazione eccezionale di David Ospina e la prova molto matura di Hector Bellerín, che pure era il più giovane tra i difensori in campo.
Tra due settimane all’Emirates Stadium arriva il Basilea, reduce dal pareggio interno contro il Ludogorets, una vittoria contro i campioni svizzeri darebbe un altro senso alla notte di sofferenza parigina.

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