Sead Kolašinac.
David Luiz.
Lucas Torreira.
Pierre-Emerick Aubameyang.
Sokratis.
Granit Xhaka.
Io.
A volte ritornano.
Sono passati otto giorni dall’ultima volta che sono riuscito a scrivere qualcosa su questo blog, principalmente a causa del mio lavoro (quello vero, intendo!), senza mai smettere di pensare a questa strana, inimmaginabile stagione.

Nonostante la delusione del finale di campionato passato e soprattutto di Baku, il modo in cui la squadra è stata rinforzata in estate mi aveva dato ottime speranze per un pronto ritorno in Champions League – un risultato che mi pareva addirittura scontato viste le difficoltà di Manchester United, Chelsea e Tottenham. Ingenuamente, mi dicevo che una squadra arrivata ad un solo, misero punto dal quarto posto e in finale di Europa League, rinforzata dagli arrivi di Nicolas Pépé, David Luiz, Kieran Tierney e Dani Ceballos – oltre al rientro di Reiss Nelson – avrebbe dettato legge al di fuori del duo Manchester City-Liverpool, intoccabili.
Quanto mi sono sbagliato.
In pochi mesi, tutti i nodi relativi alla prima stagione di Unai Emery alla guida sono venuti al pettine: atteggiamento troppo passivo, cattiva gestione dei singoli, fase difensiva inadeguata e – cosa più preoccupante – incapacità di trasmettere le proprie idee ai giocatori.
Man mano che la stagione proseguiva, tanti giocatori si sono involuti sotto i nostri occhi, fino a diventare profondamente inadeguati – degli zombie dal passo incerto e dal cervello (calcistico) irrimediabilmente danneggiato.
Prima dell’avvento di Mikel Arteta, infatti, abbiamo visto solo ed esclusivamente il peggio di David Luiz, Sokratis, Sead Kolašinac, Pierre-Emerick Aubameyang, Granit Xhaka e Lucas Torreira – anche se per motivi diversi: mentre i difensori semplicemente commettevano errori da scuola calcio e regalavano gol agli avversari, l’attaccante gabonese era impeccabile in zona gol ma inspiegabilmente negativo con i suoi stessi compagni di squadra, specialmente i più giovani.
Diverso invece il discorso che riguarda i due centrocampisti, utilizzati in maniera così profondamente sbagliata da Unai Emery da esiliare in panchina l’uruguaiano e causare un esaurimento nervoso allo svizzero, culminato con la sceneggiata al momento della sostituzione e la perdita della fascia di capitano.
Nominato allenatore, Mikel Arteta ha immediatamente cambiato tutto questo e trovato la formula magica per riportare in vita una buona fetta dei nostri titolari: David Luiz comanda la linea difensiva, Sokratis è tornato ad essere il solito guerriero, Sead Kolašinac si adopera in entrambe le fasi di gioco e i due centrocampisti hanno ritrovato il proprio ruolo naturale e con esso le prestazioni che li hanno resti intoccabili l’anno scorso; per quanto riguarda invece Pierre-Emerick Aubameyang, nominato capitano in seguito alla débacle di Granit Xhaka, lo abbiamo visto segnare quanto prima ma anche ripiegare in maniera eccezionale, incoraggiare i propri compagni e sostenere i più giovani, come richiede il suo ruolo.
Sarà forse troppo tardi per salvare questa stagione ma è comunque incoraggiante sapere che non tutto è perduto.

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