È venerdì mattina e ancora non si sa se Kieran Tierney potrà scendere in campo, domani. Mentre vi scrivo, l’Arsenal sta freneticamente cercando di avere conferme circa la disponibilità del difensore scozzese: come sapete, a Kieran Tierney era stato ordinato di osservare un periodo di 14 giorni di quarantena, in seguito a contatti con il compagno di Nazionale Stuart Armstrong, risultato positivo al Covid-19.

Nonostante l’esito negativo del tampone effettuato su Kieran Tierney, la Scottish Football Association aveva confermato l’ordine di quarantena per l’ex giocatore del Celtic e insistito affinché il giocatore si auto-isolasse, mettendo così in dubbio la sua partecipazione alla trasferta dell\’Etihad Stadium, contro il Manchester City.

Tutto ciò accadeva il 7 ottobre scorso e, nonostante i controlli effettuati dal team medico dell’Arsenal e le conferme che Kieran Tierney non abbia infranto nessuna regola di sicurezza in vigore per evitare il diffondersi del contagio, c’è il rischio concreto che lo scozzese – una pedina fondamentale per Mikel Arteta – non scenderà in campo questo weekend.

Una situazione grottesca, resa ancora più amara dalle evidenti differenze di protocollo tra un Paese e l’altro, tra una federazione e l’altra.

Per fare un esempio, Cristiano Ronaldo, risultato positivo prima di Portogallo-Svezia, sarà libero di tornare in campo sette giorni dopo l’ultimo tampone negativo, mentre Kieran Tierney – MAI risultato positivo – potrebbe non essere obbligato a restare lontano dai campi per 14 giorni.

Dov’è la logica? Dov’è la coerenza?

Ancora una volta rischiamo di pagare un prezzo molto caro per aver mandato uno dei nostri giocatori in giro per l’Europa e, ancora una volta, nessuno sembra preoccuparsene, al di fuori dell’Arsenal stesso.

Negli otto giorni trascorsi tra la domanda di quarantena avanzata dalla federazione scozzese e la richiesta di aggiornamenti da parte dell’Arsenal, nessuno sembra essersi preoccupato di elaborare un piano e decidere scadenze, il tutto è stato lasciato da parte – creando frustrazione sia per il giocatore che per l’Arsenal.

Perdonate la ripetizione ma è importante ricordare che, in tutto ciò, Kieran Tierney è risultato negativo ai tamponi effettuati ed è stata provato il suo comportamento impeccabile, in materia di prevenzione, eppure il suo trattamento è più severo di quello riservato a chi è stato positivo e poi è guarito.

Così, mentre l’Arsenal e Kieran Tierney sono prigionieri di una burocrazia poco chiara e mal coordinata, le autorità scozzesi sembrano lavarsene le mani (!) e quelle calcistiche (UEFA, SFA e FA) continuano imperterrite ad organizzare incontri internazionali senza un protocollo chiaro e condiviso da tutti.

Bene ma non benissimo, da parte di chi dovrebbe governare e controllare.

@ClockEndItalia

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