Già i lunedì sono brutti, ma quando in più riguardi un derby perso 2-0 contro Mourinho…
Tre tiri in porta, due gol e tanti saluti – non credo potesse andarci peggio di così al Tottenham Hotspur Stadium: ci è mancato solo il rigore regalato a Kane per simulazione o il gol di Bale ma per il resto abbiamo avuto un trattamento di riguardo, ieri.

Grazie Mourinho, a buon rendere.

IL MODULO

Ancora difesa a quattro, anche se questa volta abbiamo visto un 4-2-3-1 più che un 4-3-3: a differenza della partita di giovedì in Europa League, infatti, Alexandre Lacazette ha giocato in posizione più avanzata e centrale, mentre Thomas Partey, di ritorno dopo l’infortunio, ha formato un classico doppio pivot davanti alla coppia dei difensori centrali, composta da Rob Holding a destra e Gabriel a sinistra.
 

A tratti, la squadra sembrava addirittura giocare con il 4-4-2, con Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang molto vicini, con risultati non del tutto convincenti: il francese si è trovato spesso in ritardo nell’accorciare sui centrocampisti, creando una voragine sulla trequarti.

 


LO STILE DI GIOCO
Il gol quasi a freddo di Son ha indirizzato la partita sui binari preferiti da Mourinho, che ha parcheggiato il leggendario autobus davanti alla propria area di rigore e atteso che l’Arsenal facesse l’Arsenal e regalasse un’occasione in contropiede.

I nostri, macchinosi e prevedibili, hanno provato ad attaccare quasi esclusivamente dalle fasce, anche se in maniera diametralmente opposta: a sinistra, Bukayo Saka tagliava all’interno per creare un corridoio esterno per Kieran Tierney, mentre a destra Willian stava largo e Héctor Bellerín s’inseriva nel mezo spazio tra il brasiliano e la corsia centrale.



Ne sono risultati 44 cross in 90 minuti, dei quali solo 9 arrivati a destinazione – una miseria: il migliore nella specialità, ovvero Bukayo Saka, ha trovato un compagno 3 volte su 8 tentativi (37%) mentre il peggiore, Willian, solo 2 volte su 16 (12%).

La difesa del Tottenham ha avuto vita relativamente facile, nonostante un possesso palla “bulgaro” nel secondo tempo (76%) e Lloris ha solo dovuto compiere un intervento, su colpo di testa di Alexandre Lacazette.

TOP & FLOP

Come successo domenica scorsa contro il Wolverhampton, ci siamo condannati da soli attraverso alcuni errori individuali, davvero imperdonabili: in occasione del primo gol, Héctor Bellerín ha inspiegabilmente scelto di ripiegare verso l’interno, anziché coprire il varco laterale nel quale si è fiondato Son, mentre Rob Holding ha temporeggiato ad oltranza di fronte al coreano, lasciandogli tempo e spazio per avvicinarsi all’area e portare il pallone sul suo piede preferito.
 

Per il secondo gol, le scelte sono state addirittura peggiori: Thomas Partey, infortunato, che anziché andare a terra si sposta a bordocampo, tenendo in gioco tutti e poi prova invano a rincorrere gli avversari; Héctor Bellerín e Willian entrambi troppo alti a destra, senza copertura ed infine tutta la squadra, altissima nella trequarti degli Spurs quando mancavano una manciata di secondi all’intervallo. 
 


Per quanto riguarda la fase offensiva, invece, come detto abbiamo fatto una scelta ben precisa e ne abbiamo pagato le conseguenze: cross, cross, cross e ancora cross, senza avere un attaccante abbastanza bravo di testa da poterne approfittare.

L’occasione più ghiotta è capitata sulla testa di Pierre-Emerick Aubameyang, trovato smarcato in piena area da Kieran Tierney con un cross sontuoso, ma il gabonese non ha trovato lo specchio della porta: un altro attaccante, in quel frangente, avrebbe facilmente messo il pallone alle spalle di Lloris.

 
La ripetitività del copione deriva  anche dal poco movimento dei due attaccanti (tre, con l’ingresso di Eddie Nketiah), troppo statici e restii a staccarsi dal proprio marcatore per venire incontro al pallone. Troppo facili le letture per Dier & Co, che hanno faticato davvero poco a contenere i nostri.

CONCLUSIONI
Se la strategia è sparare palloni alti in area, allora abbiamo appena messo sotto contratto (faraonico) l’attaccante sbagliato: Pierre-Emerick Aubameyang ha segnato 230 gol in carriera, di cui solo 24 di testa, ovvero il 10%

Siccome dubito che Mikel Arteta voglia trasformarci nel nuovo Stoke City, credo che la scelta di sovraccaricare le fasce sia consapevole ma che il prodotto finale dovrebbe essere un cross rasoterra verso il dischetto del rigore, invece che un traversone alto.

Forse il problema è la qualità dei nostri centrocampisti, incapaci di farsi trovare tra le linee e obbligare i difensori avversari a prendere una decisione: attaccare il portatore di palla o lasciargli lo spazio per, eventualmente, concludere a rete.

Il solo a girarsi sulla trequarti e puntare l’uomo è Bukayo Saka, guarda caso l’unico in grado di far scoccare la scintilla e destabilizzare la linea difensiva avversaria: con più giocatori come lui, forse, saremmo una squadra diversa…

Chissà, il mercato di gennaio forse porterà in dote un centrocampista capace di svolgere esattamente quel compito e, per magia, non saremo più la squadra che crea meno occasioni da gol di tutta la Premier League.

@ClockEndItalia

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