Scommettiamo che…?

Sei partite, sei vittorie, venti gol segnati. Questa prima fase di Europa League è stata un successo!
Pur non dimenticando che gli avversari erano probabilmente i più abbordabili dell’intera competizione, fa piacere vedere che molti giovani abbiano trovato spazio e approfittato al meglio delle opportunità concesse loro da Mikel Arteta.

Ainsley Maitland-Niles, Joe Willock, Reiss Nelson e Eddie Nketiah sono stati i protagonisti della fase a gironi, risultando quasi sempre decisivi nel portare l’Arsenal al primo posto nel gruppo B e ad essere l’unico Club in Europa ad aver fatto bottino pieno in una competizione continentale.

Non fosse stato per qualche infortunio di troppo, anche Emile Smith-Rowe farebbe parte della lista ma il centrocampista ha dovuto guardare dalla tribuna le prime quattro partite, prima di ritrovare il campo contro Rapid Vienna e Dundalk; per quanto non ci siano dubbi sul suo talento, qualche riserva resta sul suo fisico, ad oggi troppo fragile. Staremo a vedere come evolverà la carriera di Emile Smith-Rowe, a mio parere il più forte del gruppo, per distacco.

Oggi però vorrei parlare di un altro giocatore che ha lasciato un’ottima impressione di sé, nelle ultime uscite: Folarin Balogun.

Attaccante, nato negli Stati Uniti da genitori nigeriani e arrivato a Londra ad appena due anni, ha attraversato il nostro settore giovanile a grande velocità, fino ad arrivare all’esordio in prima squadra un mese e mezzo fa, contro il Dundalk all’Emirates Stadium.

Ciò che più impressiona di questo 19enne è il fisico già strutturato e il modo in cui l’utilizza: difficile spostarlo quando si mette tra il pallone e il difensore, difficile togliergli il pallone dai piedi quando gioca spalle alla porta.

Ieri, contro il Dundalk, abbiamo avuto un assaggio delle sue qualità, soprattutto in occasione del gol segnato da Joe Willock: una volta ricevuta palla sui piedi in area di rigore, l’attaccante ha tenuto a bada il difensore avversario e controllato il pallone mantenendo ben alta la testa, in modo da vedere il movimento di Joe Willock e appoggiare il pallone in modo impeccabile.

Tutto questo, a 19 anni e con appena un’ora di gioco tra i professionisti, non è normale.

Un’altra cosa non esattamente normale, purtroppo, è che un talento del genere vada in scadenza di contratto a giugno e che il Club non abbia ancora fatto il necessario per prolungare l’accordo; dopo aver sudato freddo con Bukayo Saka meno di un anno fa, perché correre di nuovo questo rischio?

Sebbene il giovane laterale abbia finito col firmare il rinnovo pluriennale, è da folli lasciar passare così tanto tempo e avvicinarsi in maniera così pericolosa alla scadenza, ancora di più quando si decide di mandare in campo il giocatore e concedergli una vetrina europea – aperta a qualsiasi concorrente.

Credete che gli altri Club, vedendolo all’opera, non abbiano preso nota? Pensate che non ci sia una lunga fila di pretendenti, pronte ad offrire un posto in prima squadra a Folarin Balogun?

Il nodo della questione sembra proprio questo: Folarin Balogun vuole giocare o per lo meno essere preso seriamente in considerazione.

Difficile dargli torto, ancor di più vedendo lo stato nel quale si trova il nostro reparto avanzato: Pierre-Emerick Aubameyang è un fuoriclasse ma tra poco compirà 32 anni; Alexandre Lacazette è l’ombra di sé stesso da un paio di stagioni ed è in scadenza di contratto nel 2022; Eddie Nketiah sta diventando un adulto ma non è ancora pronto del tutto e Gabriel Martinelli rientra ora da un brutto infortunio al ginocchio, con tutte le incognite del caso (toccando ferro, ovviamente…).
Perché Folarin Balogun non dovrebbe pensare di avere una possibilità?

Negli anni abbiamo perso per strada tanti attaccanti, tanto promettenti quanto lui, se non di più: Arturo Lupoli, Jérémie Aliadière, Carlos Vela, Chuba Akpom, Jay-Emmanuel Thomas sono solo alcuni esempi di quelli che sembravano essere promesse sul punto di esplodere e poi sono stati messi alla porta; la differenza è che in quegli anni avevamo Thierry Henry, Robin van Persie, Emmanuel Adebayor, Alexis Sánchez e Olivier Giroud tra i “grandi”, mentre ora la situazione è ben diversa.

Sono pochi i giocatori in grado di trasmettere la sensazione di appartenere ad una certa categoria in maniera inequivocabile e Folarin Balogun fa parte di questa ristretta cerchia: un talento così cristallino, in un corpo già attrezzato per le sfide più difficili, non s’incontra tutti i giorni e se trattenere una promessa come lui – con tutte le incognite che accompagnano i giovani calciatori – significa sacrificare un professionista navigato, così sia.

Il presente lo conosciamo già ed è poco entusiasmante, prendiamo un rischio e scommettiamo sul futuro.

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