Buon Natale, Gooners!

Buon Natale, Gooners.
Malgrado i risultati; malgrado le prestazioni; malgrado la classifica; malgrado gli innumerevoli colpi di zappa sui piedi; malgrado le polemiche; malgrado tutto: buon Natale.

Se l’Arsenal ci sta facendo soffrire e ci sta facendo vivere uno degli anni più travagliati della storia del Club, non è niente in confronto a quello che succede oltre il rettangolo verde, quindi buon Natale – malgrado tutto.

Non voglio fare della retorica spiccia ma oggi è un buon giorno per provare a mettere le cose in prospettiva, respirare un momento, uscire da questo calendario che ci ingozza di partite (e sconfitte!) e fare un passo indietro.

I più fortunati di noi hanno vissuto e stanno vivendo mesi che si possono definire semplicemente difficili, tra lockdown, paure e incertezza ma per altri questi mesi sono stati tragici, quindi è un buon momento per fermarsi a pensare.

Il nostro caro vecchio Arsenal ci dà da pensare, ci preoccupa per come non riesce ad uscire da una crisi esistenziale e ci fa arrabbiare ma i veri problemi sono altri e, tutto sommato, le papere di Rúnar Rúnarsson, i limiti di Dani Ceballos, l’umoralità di Pierre-Emerick Aubameyang e le scelte di Mikel Arteta non sono che un infimo dettaglio.

Questa stagione andrà come deve andare, forse ci risolleveremo con l’anno nuovo o forse no, magari ci salveremo all’ultima giornata oppure finiremo addirittura in Championship, magari alzeremo l’Europa League a Danzica e torneremo nell’élitecalcistica proprio quando sembrava impossibile o forse resteremo nell’anonimato più assoluto, finendo a metà classifica e fuori da tutte le competizioni.

Avremo tempo di arrabbiarci di nuovo, di gioire (speriamo!) e di tornare a mettere l’Arsenal al centro di tutto ma oggi è tempo di lasciare i Gunners in un angolo e pensare alle cose davvero importanti.

Non so quanti di voi potranno vedere i propri familiari durante le feste, non so quanti potranno passare un Natale quasi normale e quanti, invece, saranno separati; non so quanti posti a tavola resteranno senza piatti e posate perché questo virus ha deciso così, senza appello. Non so quante saranno le “assenze apparecchiate per cena”, come diceva Fabrizio De André e come farete a sopportarle, io fino a qui sono stato tra quei fortunati che non hanno avuto amici o parenti da piangere, quindi non posso che essere riconoscente, sperando che continui così.

Non sono mancati momenti di paura, qualche ansia di troppo e mi sono serviti da monito per non abbassare la guardia, così come sia successo a tanti di voi, immagino.

Prima di tornare a preoccuparci perché arriva il Chelsea all’Emirates Stadium, prima di chiederci di nuovo se Mikel Arteta è l’uomo giusto; prima di chiederci se Edu è davvero un direttore tecnico degno di rispetto; prima di chiederci se William Saliba esiste veramente; prima di chiederci se il Willian che abbiamo messo sotto contratto sia un sosia di quello vero, fermiamoci.

Torneremo a parlare di calcio il giorno di Santo Stefano, quando arriverà il Boxing Day, ma fino ad allora pensiamo alle cose davvero importanti – e teniamocele strette.

Buon Natale, Gooners!

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