Siamo al Verde?

120 milioni di sterline. A tanto ammonta il prestito contratto dall’Arsenal con la Bank of England e il governo inglese.
Mica cotica, come dicono a Oxford.

Così, dopo aver ottenuto un primo prestito dalla KSE, grazie al quale il Club ha potuto estinguere il mutuo firmato all’epoca della costruzione dell’Emirates Stadium, l’Arsenal chiede un altro centinaio di milioni – questa volta direttamente al governo – per affrontare dei “problemi di liquidità dovuti alla pandemia di Covid-19”.

Niente di eccezionale, poiché tanti altri Club e tante aziende britannici hanno ricevuto soldi dal governo di Boris Johnson attraverso il Covid Corporate Financing Facility (CCFF), tuttavia questa notizia dovrebbe chiarire una volta per tutte in che situazione ci troviamo, oggi.

Il mercato, che ha appena aperto i battenti, sarà quindi all’insegna della frugalità, dei saldi più selvaggi – con un occhio particolare alle cessioni.

L’accelerazione osservata negli ultimi due giorni sul versante delle partenze prende oggi tutta un’altra dimensione, un altro significato: siamo al verde.

Più che a sfoltire la rosa extra-large agli ordini di Mikel Arteta, le cessioni serviranno principalmente a ridurre il monte ingaggi e i costi di gestione, a quanto pare diventati difficili da sostenere.

Così, dopo il prestito dalla KSE, la riduzione dello stipendio di giocatori e staff e i licenziamenti en masse degli osservatori, l’Arsenal sembra ancora in difficoltà a livello economico e deve chiedere un altro aiuto esterno, questa volta direttamente ai contribuenti inglesi.

Quest ultimo prestito dovrà essere rimborsato entro maggio 2021, una finestra temporale molto ristretta che, per come la interpreto io, vuol dire che i soldi ci sono, da qualche parte, ma non sono disponibili nell’immediato.

Si possono fare tante ipotesi su questo ottimismo contabile da parte dell’Arsenal, prima delle quali un’imminente riduzione del monte-ingaggi (Mesut Özil….) ma per ripagare questi soldi in appena cinque mesi non basteranno una manciata di cessioni, anche se a partire saranno i giocatori con gli stipendi più alti.

Ipotizzando le cessioni immediate di Mesut Özil, Sokratis, Matt Macey e Shkodran Mustafi – più quella già finalizzata di Sead Kolašinac – si potrebbero risparmiare circa il 10% della somma, non di più.

Troppo poco per poter escludere altre cessioni eccellenti e soprattutto non rendere difficili da giustificare alcune delle operazioni concluse dal Club negli ultimi sei mesi: l’acquisto di Thomas Partey dall’Atletico Madrid, un affare da 90 milioni, il rinnovo del contratto di Pierre-Emerick Aubameyang (40 milioni) o l’arrivo di Willian (30 milioni).

Ad essere ottimisti, potremmo effettuare qualche operazione a basso costo, con la formula del prestito, perché se l’Arsenal dovesse osare effettuare un’operazione di alto profilo (Houssem Aouar, per citarne uno…) poco dopo aver chiesto un prestito al governo, quindi ai contribuenti, la reputazione del Club sarebbe compromessa.

Chiunque stia sognando un Arsenal pronto a mandare a segno un colpo di mercato farebbe meglio a svegliarsi al più presto, ci aspettano giorni difficili.

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