Gabi, dove sei?

Che fine ha fatto Gabriel Martinelli?
“Un talento generazionale”, come lo ha definito Jürgen Klopp, finito ai margini del progetto.
Non mi piace per niente questa storia.

Nove presenze, zero gol, un assist: siamo lontani dal rendimento della scorsa stagione, quella della rivelazione. Ovviamente di mezzo c’è stato un brutto infortunio al ginocchio e la conseguente riabilitazione, poi un problema alla caviglia durante il riscaldamento che avrebbe dovuto precedere il suo gran ritorno ed infine solo qualche spezzone di gara, qua e là.

A preoccupare è la bocciatura rimediata dal brasiliano in occasione di Arsenal v Manchester United del 30 gennaio scorso, quando Gabriel Martinelli è partito titolare ed è stato sostituito all’intervallo.

Da lì in poi, a parte un quarto d’ora scarso contro il Benfica durante la partita d’andata, l’ex giocatore dell’Ituano non s\’è più visto.

Panchina, panchina e ancora panchina, mentre tutti i compagni di reparto hanno avuto molteplici possibilità di mettersi in mostra – da Willian a Nicolas Pépé passando per Alexandre Lacazette e gli intoccabili Pierre-Emerick Aubameyang e Bukayo Saka.

Chi dall’inizio, chi ha partita in corso, tutti hanno giocato regolarmente nell’ultimo mese – tutti tranne Gabriel Martinelli.

Per uno dei talenti più chiacchierati del continente, non è un bel segnale.

Non credo che Mikel Arteta abbia un problema con Gabriel Martinelli, né che lo sottovaluti: lo spagnolo, ogni volta che gli è stata fatta la domanda, ha sempre confermato quanto importante sia il brasiliano e quanto speciale sia il suo talento – salvo poi spedirlo sistematicamente in panchina e non farlo mai subentrare, se non all’Olimpico di Roma.

Per provare a capirne un po’ di più dobbiamo tornare al 12 febbraio scorso, vigilia della partita di Premier League contro il Leeds:

Domanda: “Perché Gabriel Martinelli non è quasi mai titolare?”

Risposta: “Non dimentichiamo che ha giocato titolare contro il Manchester United, al posto di altri giocatori. Non è che non gli abbia concesso le opportunità. Sappiamo che ha un grande potenziale e che ha fatto buone cose da quando è tornato. Ci sono un sacco di cose che deve migliorare nel proprio modo di giocare, è normale alla sua età.”

Il “talento generazionale” è ancora acerbo, in sostanza.

Nonostante una determinazione feroce e una capacità d’adattamento incredibile, Gabriel Martinelli non è ancora un prodotto finito – anzi è piuttosto lontano dall\’obiettivo: è troppo istintivo, troppo anarchico, troppo ingenuo per poter entrare in un sistema intricato come quello che ha in mente Mikel Arteta, se non da terminale offensivo con poche responsabilità in fase di costruzione. Purtroppo per il brasiliano, in quel ruolo c’è già Pierre-Emerick Aubameyang e sembra che i due non possano coesistere, secondo il credo di Mikel.

Servirà pazienza, insomma, perché la più grande qualità di Gabriel Martinelli sembra anche essere la sua condanna, al momento: Mikel Arteta non sembra apprezzare oltremodo i giocatori capaci di creare qualcosa dal nulla, se per farlo rischiano di perdere il pallone e vanificare la manovra offensiva della squadra.

Resta da capire se Gabriel Martinelli vorrà aspettare, magari snaturare parzialmente il suo modo di giocare, intraprendere un percorso che si annuncia molto complesso oppure se inizierà a considerare altre opzioni.

Lo stile di Mikel Arteta, che in sostanza guida i propri uomini come se stesse giocando con un videogioco, non sempre va a genio ai giocatori più estrosi o istintivi, quindi non è detto che il brasiliano voglia piegarsi alla volontà dell’allenatore.

Esiste il rischio che Gabriel Martinelli, tutto istinto, si senta fuori luogo nei balletti coreografati da Mikel Arteta e che si senta soffocare in un vortice di istruzioni e regole.

Non so se il brasiliano è quel “talento generazionale” di cui sopra, francamente se lo confronto ad un giocatore come Bukayo Saka e alle sue prestazioni mi sembra un giovane molto promettente ma ancora estremamente acerbo ma non per questo dev’essere lasciato indietro.


Dopo William Saliba, il cui futuro all’Arsenal è più che incerto, e i problemi contrattuali di Folarin Balogun, mi dispiacerebbe vedere un altro giovane talento non gestito come meriterebbe.

Sarebbe una brutta macchia sul curriculum di Mikel Arteta e soprattutto un cattivo presagio per il futuro.

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