MIND THE GAP!

“Mind the gap, please mind the gap”.
Il primo viaggio a Londra lascia, tra tanti altri suoni, quella voce in metropolitana che ti chiede di fare attenzione al piccolo spazio tra il marciapiede e il treno.

Una voce garbata ma ferma, che lancia un monito solenne: mind the gap.

Con altrettanto garbo e altrettanta fermezza, vorrei ricordare ai vicini che il divario tra noi e loro resta enorme.

In questa lettera aperta, cari Sp*rs, vorrei ripetervi ancora e sempre: mind the gap.

Cari Polletti,
sarete pure in ascesa, sarete pure favoriti ma restate comunque piccoli, piccoli.
La Storia, quella con la esse maiuscola, conferma oltre ogni ragionevole dubbio che le incredibili annate che raccontate di aver vissuto prima con Pochettino e poi con Mourinho non hanno spostato di una virgola il rapporto di forza tra voi e noi.

Rimanete nell’ombra di quello che è il Club più prestigioso e più vincente di Londra, anche quando questo vive uno dei momenti più complicati della sua esistenza recente.
Nemmeno l’addio di Arsène Wenger, la problematica gestione firmata Unai Emery e i tumulti societari che hanno visto andarsene Ivan Gazidis, Sven Mislintat, Raúl Sanllehí e Huss Fahmy vi hanno permesso di mettere il vostro marchio sulla città.

Una crisi del genere avrebbe dovuto permettervi di scavalcarci, diventare il riferimento nel nord di Londra e vivere (per una volta) la vita dei primi della classe, dei vincenti; invece, questa crisi ha permesso a noi di capire cosa vuol dire essere il Tottenham Hotspur e vivere un’esistenza di costante mediocrità.

Per citare Arsène Wenger quando gli è stato chiesto se vi steste avvicinando all’Arsenal, rimanete ancora distanti sei chilometri e undici campionati; non solo, noi abbiamo vinto il campionato a casa vostra tante volte quanto l’avete fatto voi e in totale avete vinto meno partite di Premier League di quante ne abbia vinte Arsène Wenger nella sua carriera. Contando che c’è quasi un secolo di differenza tra lui e voi, la statistica è umiliante.

I numeri non mentono, purtroppo, e prima ne prenderete coscienza, meglio sarà per voi.

Se il Manchester City, ambizioso e vincente, non è ancora arrivato al livello del Manchester United, che speranze avete voi, polletti?

Magari vincerete domani, magari l’anno prossimo vincerete la Premier e magari riuscirete a confermarvi la stagione successiva ma resterete distanti sei chilometri e nove titoli dal solo Club che domina il nord di Londra.

Forse, invece, continuerete a non vincere nulla e noi torneremo da dove siamo precipitati, e per voi non ci sarà più nessuna speranza.

Mind the Gap, polletti.

Buon North London Derby a tutti!

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