Grazie, nonostante tutto

È prassi congedare qualcuno con un “grazie di tutto”. Per David Luiz, sarà un grazie NONOSTANTE tutto.
L’Arsenal ha reso noto che il difensore brasiliano lascerà la squadra al termine della stagione, una volta che il contratto arriverà a scadenza.

Si chiude così un percorso iniziato due anni fa in seguito alla tumultuosa e inattesa separazione da Laurent Koscielny, ceduto al Bordeaux dopo che l’ex capitano si era rifiutato di partire in tournée con il resto della squadra. Un brutto capitolo della nostra storia recente, che ha avuto come protagonisti in negativo anche Unai Emery e Raúl Sanllehí, e che ha portato all’arrivo dell’ex difensore di Benfica, Chelsea e PSG.

Quando si valuta un giocatore come David Luiz è importante separare il calciatore dal personaggio, perché il brasiliano si porta dietro una lunga scia di orrori inenarrabili che spesso alterano la percezione del suo rendimento e delle sue qualità.

Ciò che resta in mente delle partite di David Luiz è l’errore sciagurato, la goffaggine di alcuni interventi, le scelte sbagliate in momenti cruciali ma l’esperto difensore è sempre stato molto più di questo, altrimenti non si spiegherebbe come abbia potuto avere una carriera come la sua e vincere tutto quel che c’è da vincere, da protagonista.

È più facile ricordare la tripletta messa a segno contro il Manchester City con l’errore per il gol di Sterling, il rigore causato e l’espulsione che le sue prestazioni impeccabili nell’arco della stagione; è più semplice pensare al rigore e alla conseguente espulsione contro il Chelsea o il Wolverhampton che la sua influenza sui compagni di reparto più giovani – Gabriel su tutti.

Purtroppo David Luiz verrà sempre ricordato per i motivi sbagliati e la sua parentesi all’Arsenal non è diversa rispetto ai suoi passaggi a Londra o a Parigi, però c’è un filo conduttore in tutto questo ed è la sua capacità di aiutare i compagni di difesa, soprattutto quelli più giovani, e trasmettere loro calma e serenità nei momenti più difficili.

“David Luiz come persona e come calciatore è un esempio […] ho avuto il piacere di lavorare con lui e imparare da lui, e ho provato ad imparare tutto quel che potevo imparare.”

Marquinhos

“Ha la personalità del leader. Spinge sempre tutti i compagni. È così in allenamento, esige sempre molto da sé stesso e dai giocatori che ha accanto”

John Terry

“David è un esempio, un giocatore che ammiro tanto. Sono sempre stato un suo estimatore. Lo osservavo quando ero bambino e quando giocavo ai videogiochi lo sceglievo sempre”

Gabriel Magalhães

David Luiz è molto di più di quanto ci piace ricordare o pensare che sia, è una figura che mancherà tanto nello spogliatoio e che, nonostante tutto, mancherà tanto anche in campo: le sue qualità tecniche hanno rappresentato un’arma preziosa in fase di costruzione e i suoi palloni lunghi hanno spesso messo in difficoltà gli avversari, quindi non averlo più a disposizione sarà un bel problema per Mikel Arteta.

Dei difensori attualmente in rosa, nessuno possiede la capacità di distribuire il pallone o avanzare palla al piede di David Luiz e la costruzione sarà un po’ più complicata senza il brasiliano.

Se Gabriel ha le qualità per farlo, pecca ancora di continuità e saggezza nelle scelte, come abbiamo visto recentemente contro il Chelsea, mentre sia Rob Holding che Pablo Marí sono eccessivamente prudenti per poter diventare un punto di uscita sicuro per il pallone. Il futuro sembra essere di William Saliba, sempre che Mikel Arteta decida di puntare sul giovanissimo francese, e non posso non dirmi che lui e Gabriel avrebbero beneficiato enormemente di un po’ di tempo in più accanto a David Luiz.

Capiamoci, lasciare libero David Luiz è la scelta giusta per un giocatore che ha compiuto 34 anni e per un Club che si appresta a giocare una stagione senza impegni europei, resta però un po’ di amaro in bocca per com’è gestita la sua successione.

Ci ritroviamo con un allenatore che favorisce la costruzione palla a terra ma senza un difensore che possa rappresentare il transito ideale per il pallone, il canale preferenziale per unire la difesa e il centrocampo.

Mancheranno anche le sue qualità caratteriali e la sua esperienza, perché i compagni di reparto più esperti non sembrano avere le caratteristiche tipiche dei trascinatori e lo spogliatoio, più in generale, non è che trasudi carisma.

Quindi, nonostante gli orrori e gli errori, mi sento di dire grazie a David Luiz per le due stagioni passate all’Arsenal e direi che il suo acquisto è stato uno dei pochi investimenti effettuati dal Club che abbiano portato un vantaggio: arrivato per otto milioni di sterline, ha offerto esattamente quello per cui era stato ingaggiato e fatto la sua parte – nel bene e nel male.

Grazie nonostante tutto, David Luiz.

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