Il Pagellone 2020/2021

Il Pagellone è arrivato!
Finita la stagione, è tempo di dare un voto ad ognuno dei giocatori, cercando di non farsi influenzare dalle ultime settimane ma valutare l’annata nel suo insieme – compresi i mesi bui.

Ovviamente c’è un voto anche per Mikel Arteta, il direttore non sempre ispirato di un’orchestra a tratti sgangherata.

Eccovi tutti i voti, giocatore per giocatore:

Bernd LENO – Voto 6,5
Un paio di errori molto brutti, di quelli che impediscono di considerare il tedesco tra i migliori al mondo. Con Bernd Leno è sempre la stessa storia: è bravissimo ma aleggia quell’alone d’insicurezza che fatica a lavare via. Certamente l’ultimo dei problemi dell’Arsenal, comunque.

Rúnar RÚNARSSON – Voto 5
L’acquisto più misterioso che ricordi, al pari di Park Chu-Young. Una prestazione orribile contro il Manchester City in Carabao Cup e poi l’oblio assoluto. Dovrebbe essere ceduto, sempre che qualcuno lo voglia acquistare.

Mathew RYAN – Voto 6,5
Arrivato a gennaio e sempre presente quando è stato chiamato in causa. Mette lo zampino pure nel gol del pareggio contro il Fulham, andando a saltare di testa su corner. È libero da ogni contratto, faremmo bene a confermarlo come secondo.

Emiliano MARTÍNEZ – Voto 6,5
Una partita, un trofeo e poi via all’Aston Villa. Resta il dubbio di aver davvero ceduto il portiere sbagliato…

Héctor BELLERÍN – Voto 6
Non è più stato lui da quell’infortunio al ginocchio, purtroppo. Probabilmente verrà ceduto per fare cassa e, per quanto mi dispaccia a livello umano, la separazione è la scelta migliore per tutti. Heccy lascia a testa alta, è sempre stato un grande ambasciatore per il Club e un personaggio mai banale fuori dal campo ma sul rettangolo verde non ha portato quanto avrebbe potuto.

Calum CHAMBERS – Voto 6,5
La sorpresa della stagione? Probabilmente si. Il terzino che era morto al Liberty Stadium di Swansea, seppellito da Jefferson Montero, è rinato qualche anno dopo e ha dimostrato di essere un’ottima pedina sia da terzino che da centrale, in fase difensiva come in fase offensiva. Urge rinnovare il contratto al più presto.

CÉDRIC Soares – Voto 5
Doveva essere la prima alternativa sia a destra che a sinistra e ha finito la stagione in fondo alle gerarchie di Mikel Arteta, superato a destra da Calum Chambers e Héctor Bellerín e a sinistra perfino da Granit Xhaka, reinventato terzino pur di non utilizzare il portoghese. È di troppo, sarebbe bene trovare un acquirente.

Ainsley MAITLAND-NILES – Voto 5
Potrebbe fare, potrebbe essere, potrebbe diventare ma non sembra volerlo fino in fondo. Sarebbe un terzino perfetto per gli schemi di Arteta ma non ne vuol sapere, passa la seconda parte di stagione in prestito al West Brom, dove fa il centrocampista ma non convince. Anche Big Sam gli suggerisce di smetterla di fare lo schizzinoso, vedremo…

Kieran TIERNEY – Voto 7,5
Uno dei terzini sinistri più forti in Premier League, la nostra principale arma offensiva per buona parte della stagione ed un trascinatore vero. Il suo gol al Benfica è stato tremendamente importante, quello contro il West Brom bellissimo. Quando è indisponibile per infortunio cala il sipario sulla nostra stagione. Un caposaldo per il futuro, magari con la fascia al braccio.

Sead KOLAŠINAC – Voto 4
Nove presenze, tutte dimenticabilissime, prima di andare allo Schalke 04 in prestito e retrocedere. Tornerà alla base ma piazzarlo sarà tanto imperativo quanto complicato.

David LUIZ – Voto 5,5
Leader, mèntore, personaggio carismatico fuori dal campo ma un disastro al suo interno: cartellini rossi, rigori causati e amnesie improvvise sono all’ordine del giorno in diversi momenti della stagione, penalizzando parecchio i risultati della squadra.
La sua presenza è stata importante per guidare i più giovani, così come lo sono state le sue qualità balistiche, ma in generale ha vissuto una stagione insufficiente.

GABRIEL – Voto 7
Ad inizio stagione è un’autentica rivelazione e viene eletto per tre volte miglior giocatore del mese. Vive momenti difficili e partite complicate, soprattutto in fase d’impostazione, e Mikel Arteta gli preferisce Pablo Marí ma il futuro sembra essere suo. Forte fisicamente, bravo coi piedi, intraprendente e sicuro di sé, il brasiliano potrebbe diventare insostituibile la prossima stagione.

Shkodran MUSTAFI – Voto 5
La volontà è sempre stata quella di svincolarsi a fine stagione, resta inconcepibile come Arteta lo abbia mandato in campo ben sedici volte. Svincolato con anticipo in gennaio, si accasa allo Schalke 04 assieme a Kolašinac e retrocede. Probabilment il simbolo supremo di tutti gli errori di scouting dell’Arsenal negli ultimi anni.

Rob HOLDING – Voto 6,5
Emerge dalle tenebre a metà stagione e diventa un cardine della difesa, guadagnandosi il rinnovo. Non sarà mai una primissima scelta ma ha il merito di fare il suo, anche se in impostazione ha lacune fin troppo evidenti. Sarà una buona alternativa per la prossima stagione, non dovrà essere nulla di più o saremo nei guai.

Pablo MARÍ – Voto 6,5
Da oggetto misterioso a elemento di discreto affidamento, lo spagnolo porta centimetri e tranquillità in momenti caldi. A volte ancora troppo titubante in alcuni frangenti però vive una stagione tutto sommato positiva. Come Holding, sarà una buona alternativa per la prossima stagione.

Thomas PARTEY – Voto 7
Molto meglio di quanto ci vogliano far credere. I problemi fisici gli negano continuità ma quando è in palla è il nostro miglior centrocampista per distacco. Il fatto di prendere qualche rischio in impostazione lo espone a errori grossolani – di quelli che restano in testa – ma il più delle volte fanno la differenza.
Indubbiamente l’elemento sul quale costruire il centrocampo di domani, magari mettendogli al fianco un elemento di maggiore dinamismo rispetto a Granit Xhaka.

Granit XHAKA – Voto 6,5
Alti e bassi, come da cinque anni a questa parte. Lo svizzero è un libro aperto ormai, sappiamo benissimo quel che può dare e sappiamo che prima o poi sbrocca. Per abnegazione e impegno è sempre impeccabile, si adatta a fare il terzino senza fiatare e dà il meglio di sé – che purtroppo non è abbastanza.
Sembra voglia cambiare aria, forse siamo alla fine naturale di un ciclo ed è giusto che vada.

Dani CEBALLOS – Voto 5
Quando torna è una gran festa, tuttavia il passaggio dal 3-4-3 al 4-2-3-1 lo penalizza pesantemente. Thomas Partey lo relega in panchina e quando ha l’occasione per mettersi in mostra finisce col farsi notare per i motivi sbagliati: contro il Benfica rischia di regalare la qualificazione ai lusitani, contro il Villarreal si fa cacciare e mette in difficoltà una squadra già con le spalle al muro.
È tornato a Madrid ma non per rimanerci.

Mohamed ELNENY – Voto 6
Il nostro Mo è sempre sorridente, sempre disponibile, sempre entusiasta di scendere in campo. Il suo gioco è semplice, a volte fin troppo, ma i suoi quattro polmoni ci hanno spesso fatto molto comodo. Memorabile la sua prestazione ad Old Trafford, così come i suoi gol nel finale di stagione. È in scadenza nel 2022 e non sono sicuro voglia continuare a fare il rincalzo, è possibile che l’egiziano cambi aria.

Joe WILLOCK – Voto 5,5
È il centrocampista che ci serve, senza essere il centrocampista che vorremmo. Ha il senso dell’inserimento e il fiuto del gol di Aaron Ramsey ma Mikel Arteta non lo vede proprio nel tandem di centrocampo, mentre da trequartista non ha i piedi e i tempi adatti. A Newcastle, in prestito, esplode e segna a raffica, diventando il secondo giocatore del Club a segnare in sette partite consecutive dopo un certo Alan Shearer, ma sembra sempre più evidente che il suo futuro si lontano dall’Arsenal. L’asta è aperta…

Miguel AZEEZ – Voto 6
Pochi minuti in Europa League ma ci capisce già che è il figlio illegittimo di Francesc Fàbregas e Patrick Vieira, con un gene o due di Gilberto Silva.

Ben COTTRELL – Voto 6
Come sopra, debutta in Europa League e diventerà sicuramente il prossimo Robert Pirès.

Emile SMITH ROWE – Voto 7,5
Il salvatore. Non saprei come altro definirlo, visto che entra in squadra in occasione di quella che probabilmente è la miglior vittoria della stagione e trasforma completamente la squadra. Con lui in campo giochiamo in maniera fluida, accattivante, armoniosa e gli attaccanti hanno finalmente qualche pallone giocabile. Il trequartista del futuro prossimo e lontano, infortuni permettendo.

Martin ØDEGAARD – Voto 6,5
Arriva in prestito dal Real Madrid non appena Mikel Arteta si accorge che il 4-2-3-1 funziona, mette insieme tante belle prestazioni ma poi s’infortuna con la Nazionale e perde il ritmo. Torna in tempo per la sfida contro il Villarreal ma non è lui, il che accresce i rimpianti per quel che sarebbe potuto essere ma non è stato. Obiettivo di mercato numero uno per l’estate, la trattativa con il Real Madrid si annuncia complicata.

Mesut ÖZIL – sv
Fuori da tutto, eppure continua a far parlare di sé fino alla cessione gratuita al Fenerbahce. Si chiude malissimo una storia che sarebbe potuta essere indimenticabile.

Reiss NELSON – Voto 5
Forse il suo treno non passerà mai, forse è già passato ma lui dormiva. Il talento c’è, la fame forse non abbastanza. Gioca poco, si mette in mostra in Europa League ma poi sparisce completamente dai radar e chiude la stagione con un gol e un assist in diciannove presenze. Deve giocare e quindi deve cambiare aria, che sia in prestito o in maniera definitiva.

WILLIAN – Voto 4
Uno dei peggiori acquisti che ricordi, eppure chiude la stagione con il maggior numero di assist in campionato tra i nostri. Inizia alla grande col Fulham, poi passa il resto della stagione passeggiando e finisce in panchina (troppo tardi…). Ha una fiammata contro il Benfica ma è un fuoco fatuo. Se riusciamo a cederlo/regalarlo facciamo un affare.

Nicolas PÉPÉ – Voto 6,5
Momenti di godimento eccezionali alternati a giocate incomprensibili – nulla di nuovo insomma. Usurpato della “sua” fascia destra, si ricicla da esterno di sinistra e produce buoni risultati, anche se a fasi alterne. Chiude la stagione alla grande, mettendo in mostra il meglio del suo repertorio e una mentalità nuova, stando alle parole di Arteta. Speriamo che il terzo anno sia quello della consacrazione.

Bukayo SAKA – Voto 8
Il giocatore dell’anno, senza dubbio. Trascina la squadra come può durante i mesi più difficili della stagione, è l’unico in grado di accendere la luce mentre i compagni brancolano nel buio e dimostra di poterlo fare da esterno destro, esterno sinistro, interno destro, terzino sinistro e tornante di destra. Gioca 46 partite segnando dieci gol e collezionando sette assist, numeri incredibili per un giovane come lui. Un talento folgorante con l’atteggiamento giusto, non a caso è già intoccabile a 19 anni.

Gabriel MARTINELLI – Voto 5,5
Gioca poco, complici gli infortuni, e fatica a convincere Arteta a concedergli più minuti. Una stagione di transizione, terminata con un gol importantissimo contro il Crystal Palace e la convinzione che l’anno prossimo farà sicuramente meglio e sarà protagonista. Resta da vedere se lo farà da esterno di sinistra o da centravanti.

Eddie NKETIAH – Voto 5,5
Ad inizio segna e conferma le sue qualità di finalizzatore implacabile, poi però finisce in congelatore e non lo si vede quasi più. A Villarreal, con Alexandre Lacazette e Pierre-Emerick Aubameyang indisponibili, Mikel Arteta preferisce giocare senza centravanti piuttosto che schierarlo titolare. Ha bisogno di un cambiamento e di un Club che gli dia davvero fiducia.

Alexandre LACAZETTE – Voto 6
Termina l’annata come capocannoniere della squadra, rinasce nella seconda parte della stagione e riesce perfino a farsi preferire a Pierre-Emerick Aubameyang. Quest’estate il Club dovrà decidere se rinnovargli il contratto o cederlo e personalmente spero venga ceduto. Nonostante i buoni numeri non ha mai fatto meglio di Olivier Giroud, che doveva sostituire, quindi è tempo di puntare su un attaccante diverso.

Pierre-Emerick AUBAMEYANG – Voto 5
Forse la sua peggior stagione di sempre, condizionata da qualche malanno ma soprattutto dall’incapacità della squadra di confezionare palle gol decenti. Deve giocare spalle alla porta ed è uno strazio, deve guidare il pressing ed appare svogliato. Il vero Pierre-Emerick Aubameyang si è visto solo a sprazzi, la missione principale per Mikel Arteta sarà fare in modo che la prossima sia la stagione del riscatto.

Folarin BALOGUN – Voto 6
Per mesi si è parlato di lui solo per la vicenda contrattuale, poi finalmente l’abbiamo visto in campo e abbiamo capito perché Edu e Mikel Arteta lavorassero così duro per trattenerlo. Finalmente è arrivato il rinnovo e con esso una maggiore implicazione con la prima squadra. Fisicamente e tecnicamente ha numeri impressionanti, in Europa League mette a segno due gol e confeziona un assist pur giocando pochi scampoli.

Mikel ARTETA – Voto 5
Il calcio che mi sono dovuto sorbire tra ottobre e novembre è impossibile da dimenticare e da perdonare. Quando passa al 4-2-3-1 cambiamo marcia ma la mancanza d’imprevedibilità, fantasia e improvvisazione in attacco sono indigeste. La fase difensiva non è più un problema, quindi allo spagnolo va il merito di aver risolto un problema storico, ma la sua intransigenza verso la fase offensiva potrebbe causarci grossi problemi anche la prossima stagione – che sarà senza appello sia per lui che per Edu.

Eccoci arrivati al capolinea per questa stagione, i giudizi restituiscono l’idea di delusione per un’annata come quella appena conclusasi. Ora possiamo concentrarci sugli aerei da monitorare, le foto sfocate e i vari esperti di mercato che hanno un cugino che vende il pesce a Marsiglia e ha sentito che…

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