Il Pollice Verde di Per Mertesacker

Trae Coyle, Zech Medley, Mark McGuinness
L’Arsenal ha annunciato oggi la cessione di tre giocatori della squadra U23, che passano rispettivamente al Lausanne-Sport, al KV Oostende e al Cardiff City.

Niente di sensazionale, siamo d’accordo, ma il segnale di un profondo cambiamento che sta accadendo all’interno del settore giovanile del quale è artefice il nostro Big Fu*king German, Per Mertesacker, uno dei pochi membri dello staff dell’Arsenal in grado di mettere d’accordo tutti sul proprio operato.

Alle partenze dei tre giocatori già citate dovrebbero seguire quelle del portiere Dejan Iliev, dei difensori Tolaji Bola e Jordi Osei-Tutu, dei centrocampisti Ben Sheaf e James Olayinka e forse dell’attaccante Tyreece John-Jules, oltre a quella di Joseph Olowu, svincolato dal Club.
Inoltre, Per Mertesacker ha comunicato che altri sette giocatori, tra i quali spiccano l’attaccante Nikolaj Moller, l’esterno George Lewis e i centrocampisti Ben Cottrell e Tim Akinola, saranno ceduti in prestito al fine di aiutarne lo sviluppo e testarne le qualità fisiche, tecniche e mentali su campi sui quali ci si giocano punti pesanti.

Tale un albero che viene potato regolarmente affinché dia più frutti, l’Academy dev’essere trattata come un vivaio (letteralmente, s’intende) all’interno del quale si compie una selezione spietata al fine di avere una produzione di qualità nelle massime quantità possibili.
A volte tagliare qualche ramo fa male; a volte si preferirebbe continuare a sperare che, improvvisamente, quel ramo produca il frutto, quello con la f maiuscola, anche quando per anni ha dato poco o nulla; a volte è difficile arrendersi all’evidenza e lasciare da parte i sentimenti ma, perché tutto l’albero sia in salute, qualche ramo va potato.

Con questo non intendo dire che i giocatori che vengano ceduti siano necessariamente scarsi, semplicemente arrivano ad un punto della loro carriera in cui giocare nella Premier League 2 è uno spreco e la prima squadra è fuori portata, quindi non resta altra alternativa che misurarsi ad altri livelli, in altri ambiti, e vedere quale carriera ci si può costruire.
Per anni non siamo stati in grado di compiere queste scelte dolorose e abbiamo preferito tirare avanti, continuare a sperare in un miracolo biologico tanto in prima squadra che nell’Academy, quando era evidente che i vari Chuba Akpom, Jon Toral, Henri Lansbury, Mark Randall, Fran Mérida non avrebbero mai potuto davvero fare il salto di qualità necessario.

Ci voleva l’intransigenza del nostro Big (not so) Friendly German per dare una svolta e far sì che il nostro settore giovanile inizi ad essere un vivaio nel vero senso del termine, dove ai germogli più promettenti viene fatto spazio tagliando i rami delle piante vicine.
Affinché i vari Charlie Patino, James Hillson, Alex Kirk e Miguel Azeez arrivino abbastanza sole e nutrimenti, qualcuno deve far loro spazio.

Al prossimo raccolto, Gooners.

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