Il Prezzo è Giusto?

Che prestazione Granit Xhaka!
Il capitano elvetico è stato il grande protagonista della partita di ieri sera, vinta a sorpresa dalla Svizzera contro la Francia, grande favorita del torneo.

L’ex centrocampista di Basilea e Borussia Monchenglädbach ha trascinato i suoi, dato verticalità alla manovra della squadra, difeso in maniera diligente nonostante un cartellino giallo e un Paul Pogba in forma smagliante, e pescato Mario Gavranovic con un fendente millimetrico, per quella che è stata l’azione dell’insperato pareggio dei rossocrociati.

Giustamente premiato come migliore in campo, Granit Xhaka si è preso gli applausi del suo pubblico, dei cronisti e di tutti gli osservatori neutrali, ammaliati dalle qualità tecniche e caratteriali del nostro giocatore.

Nostro giocatore, appunto, perché nonostante le voci di mercato che durano da settimane, Granit Xhaka è ancora un giocatore dell’Arsenal e deve restare tale fino a quando non si trova un accordo soddisfacente con i Club interessati ai suoi servizi.
È un po’ di tempo ormai che lo svizzero è “ad un passo” dalla Roma di José Mourinho, che è arrivata con un’offerta di poco inferiore ai 20 milioni di sterline, inclusi incentivi vari.

Il Granit Xhaka visto ieri sera vale così poco? Non scherziamo.

Certo, la malcelata volontà del giocatore di lasciare Londra e approdare a Roma peserà sulle trattative, ma da qui a privarsi di un giocatore del suo spessore per una cifra così bassa ce ne passa; la situazione di Granit Xhaka non è diversa da quella di tanti altri giocatori che spingono per un trasferimento, qualsiasi sia la ragione.
L’Aston Villa ha sborsato 40 milioni per Emiliano Buendía, il Liverpool ha pagato per intero la clausola rescissoria di Ibrahima Konaté (36 milioni) e altrove il Milan ha fatto la stessa cosa per Fiyako Tomori (30) e il Bayern Monaco per Dayot Upamecano (38).

Perché noi dovremmo semplicemente stendere un tappeto rosso, porgere un cappello vuoto a José Mourinho perché ci dia qualche spicciolo e accontentare tutti, fuori che noi stessi?

L’Arsenal non è una ONLUS, non siamo un ente caritativo e non abbiamo nessun obbligo morale verso Granit Xhaka, la Roma – figuriamoci José Mourinho.

Sono convinto che uno degli argomenti usati da Mikel Arteta per convincere Granit Xhaka a rifiutare il trasferimento all’Hertha Berlino e restare all’Arsenal sia stato un gentlemen agreement che permetterà allo svizzero di cambiare Club, tuttavia da lì a “regalare” il gran centrocampista visto ieri sera ce ne passa – e ce ne deve passare.

Edu e Mikel Arteta devono fare il possibile per mantenere la parola data ma non devono cedere a nessun ricatto, perché ne va della loro credibilità e di quella del Club: se a Granit Xhaka viene concesso un trasferimento così vantaggioso, chi saranno i prossimi? Bukayo Saka? Gabriel Martinelli? Kieran Tierney?

Senza un’offerta adeguata al suo spessore e alla sua situazione contrattuale (scadenza 2023), Granit Xhaka deve restare un giocatore dell’Arsenal, senza se e senza ma.
Lo stesso vale ovviamente per Héctor Bellerín, Lucas Torreira, Joe Willock, Ainsley Maitland-Niles, Bernd Leno e Mattéo Guendouzi. 

Basta con l’Arsenal caritatevole, è ora di mostrare i denti.

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