L’Arsenal & Le Olimpiadi

È l’evento a cui ogni atleta sogna un giorno di poter partecipare; è l’evento dei record stabiliti e poi infranti, dove anche l’impossibile diventa realtà; è l’evento che fa sognare noi che guardiamo seduti spalti o sul divano di casa. Sono le Olimpiadi.

Berlino, 3 agosto 1936. Nei Giochi che avrebbero dovuto rappresentare la glorificazione del Nazismo il ventitreenne James Cleveland Owens, meglio noto come Jesse Owens, vince la medaglia d’oro nei 100 metri. Il giorno seguente conquista l’oro anche nel salto in lungo ed il 5 agosto nei 200 metri. Quando il 9 agosto quando viene inserito all’ultimo momento nel quartetto della staffetta 4×100 trascina la squadra alla vittoria. La leggenda narra che Hitler si rifiutò di stringergli la mano adirato per la sconfitta del tedesco Luz Long ma la realtà, raccontata dallo stesso Owens nella sua autobiografia, è che quando il campione passò sotto la tribuna d’onore il Führer si alzò in piedi e prima di andarsene lo salutò con la mano. Più offensivo il trattamento riservatogli invece dal Presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt, all’epoca impegnato in campagna elettorale, che per non perdere il consenso degli elettori razzisti del sud annullò il loro l’incontro alla Casa Bianca.

Restiamo in Germania. È il 1972 e le Olimpiadi di Monaco vengono sconvolte dall’attentato terroristico in cui perdono la vita 11 atleti israeliani. Sul piano sportivo il protagonista assoluto è un ragazzo americano di 22 anni dagli inconfondibili baffi scuri: Mark Andrew Spitz, detto “lo Squalo”. Mark torna ai Giochi dopo la delusione del 1968 a Città del Messico, è in gara in sette categorie (4×100 e 4×200 stile libero, 4×100 mista, 100m e 200m stile libero e 100m e 200m farfalla), vince sette ori stabilendo il record del mondo in tutte e sette le specialità. Al termine dell’evento decide di ritirarsi: “Cosa potrei fare di più?” disse.

Quattro anni più tardi in Canada una ragazzina rumena di 14 anni incanta il pubblico del palazzetto dello sport di Montreal volteggiando come una libellula. È il 18 luglio e per la prima volta nella storia la giuria assegna il massimo punteggio ottenibile nelle parallele asimmetriche: 10, la perfezione. I computer, programmati per registrare un massimo di 9.99, vanno in tilt ed è necessario inserire il voto di 1 e moltiplicarlo dieci volte per risolvere il problema. Nadia Comăneci, questo è il suo nome, ottiene il punteggio perfetto altre sei volte, vincendo 3 ori, un argento ed un bronzo.

E poi ancora Dick Fosbury che nel 1968 a Città del Messico cambia la storia dell’atletica inventando una nuova tecnica di salto; Pietro Mennea che a Mosca 1980 conquista l’oro correndo in corsia 8, Paavo Nurmi vincitore di 9 ori e 3 argenti tra il 1920 3d 1928; il Dream Team del basket USA a Barcellona 1992; Carl Lewes soprannominato “il figlio del vento” e considerato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi con le sue 10 medaglie olimpiche; il velocista jamaicano Usain Bolt, la ventiquattrenne statunitense Simone Biles, stella della ginnastica che a Tokyo 2020 andrà a caccia di nuovi record, Věra Čáslavská e Larisa Latynina che con le sue 18 medaglie (9 ori, 5 argenti e 4 bronzi) è l’atleta più premiata della storia dei Giochi, seconda solo al nuotatore americano Michael Phelps. Impossibile citarli tutti. Tanti sono le donne e degli uomini che con le loro gesta sportive e non solo hanno lasciato la loro impronta nella storia dei Giochi Olimpici. 

23 luglio – 8 agosto 2021, è giunto ora il momento di vivere nuove storie.

Più di 200 Paesi rappresentati, 33 sport e 50 discipline tra cui anche il calcio femminile. La pandemia ci ha fatto aspettare più del previsto ma dopo 5 anni è finalmente giunto per Tokyo il momento di aprire le porte alla XXXII edizione dei Giochi Olimpici. Aprire si fa per dire… sarà infatti un’Olimpiade insolita, la prima ad essere spostata invece che cancellata, che si svolgerà senza pubblico e blindata da rigidi protocolli per prevenire le infezioni da Covid-19. Anche se a pochi giorni dal via però il virus sembra aver trovato la chiave anche di questo lucchetto.

Il calcio femminile ai Giochi Olimpici, breve viaggio tra finali, record e stelle nascenti

Atlanta 1996, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi va in scena il calcio femminile. Stati Uniti, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Brasile, Giappone e Cina si affrontano in un mini-torneo che vedrà salire sul gradino più alto del podio le padrone di casa seguite da Cina e Norvegia. Quattro anni più tardi a Sidney la nazionale a stelle e strisce raggiunge nuovamente la finale ma dovrà accontentarsi della medaglia d’argento perché l’oro lo conquista la Norvegia imponendosi con il risultato di 3 a 2 dopo i tempi supplementari. Bronzo invece per la Germania.

È il 2004. I Giochi tornano in quella che è la culla delle Olimpiadi, la Grecia. Ad Atene sono 10 le nazionali di calcio femminile pronte a darsi battaglia e tra le convocate compaiono per la prima volta i nomi di giocatrici che hanno fatto la storia di questo sport come l’americana Abby Wambach e la brasiliana Marta. Al termine della competizione il podio reciterà: Primo posto USA, secondo Brasile e terzo Germania. Una classifica che si ripeterà anche a Pechino 2008.

Nel 2012 le Olimpiadi tornano in Europa. A Londra ci sono tutte le più forti: Kelly Smith, Casey Stoney, Jill Scott, Eugénie Le Sommer, Marta e Christine Sinclair giusto per citarne alcune. E poi ci sono ancora loro, gli Stati Uniti di Hope Solo, Kelly O’Hara, Carli Lloyd, Megan Rapino, Tobin Heath, Amby Wambach ed Alex Morgan. A Wembley difronte a circa 80.000 spettatori entrano nel mito battendo per 2 a 1 il Giappone Campione del Mondo in carica e conquistano il 4° oro in cinque partecipazioni.

La rivoluzione si scatena ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016. I calci di rigore sono fatali per le campionesse in carica che si fermano ai quarti di finale contro la Svezia. Al termine della partita Hope Solo rilasciò una dichiarazione poco lusinghiera nei confronti delle avversarie ree a suo avviso di aver pensato solo a difendersi. L’insulto costò al portiere una lunga squalifica e provocò uno strappo riemerso prepotentemente durante il Mondiale del 2019 in Francia dove le due nazionali si sfidarono nella fase a gironi.

Sempre ai rigori la Svezia superò in semifinale il Brasile padrone di casa raggiungendo in finale la Germania. Al Maracanã di Rio de Janeiro per la prima volta due squadre europee si giocano il gradino più alto del podio. I goal arrivano tutti nel secondo tempo, Dzsenifer Marozsán e l’autorete di Linda Sembrant portano le tedesche in vantaggio. Al 67’ Stina Blackstenius prova ad accorciare le distanze ma non basta. La Germania vince la sua prima medaglia d’oro, argento per la Svezia e bronzo per il Canada.

L’Arsenal a Tokyo 2020

Nel corso degli anni sono state tante le giocatrici aver partecipato ai Giochi Olimpici mentre giocavano con la maglia dell’Arsenal o l’hanno vestita poco dopo e quest’anno più che mai i giochi si tingeranno di biancorosso.

Kim Little, Leah Williamson, Lotte Wubben-Moy e Nikita Parris per il Team GB, Caitlin Foord, Steph Catley, Lydia Williams per l’Australia, Mana Iwabuchi per il Giappone e Vivianne Miedema per l’Olanda, nel Paese del Sol Levante saranno ben 9 le nostre ragazze pronte a vivere e realizzare il sogno olimpico. A queste mi permetto di aggiungere Daniëlle van de Donk e Jill Roord, oggi ex ma che si sono guadagnate il pass per i Giochi quando giocavano ancora nel nord di Londra.

Calendario – date ed orari (italiani)

La cerimonia di apertura è programmata per il 23 luglio ma le prime gare si disputeranno già il 21 ed 22. Per il calcio ad aprire le danze ci penerà proprio la categoria femminile.

21 luglio 
Gruppo E
09:30 GB vs Cile
12:30 Giappone vs Canada

Gruppo F
10:00 Cina vs Brasile
13:00 Zambia vs Olanda

Gruppo G
10:30 Svezia vs USA
13:30 Australia vs Nuova Zelanda

24 luglio
09:30 Cile vs Canada
12:30 Giappone vs GB
10:00 Cina vs Zambia
13:00 Olanda vs Brasile
10:30 Svezia vs Australia
13:30 Nuova Zelanda vs USA

27 luglio
10:00 Nuova Zelanda vs Svezia
13:00 Cile vs Giappone
10:30 USA vs Australia
13:00 Canada vs GB
13:30 Brasile vs Zambia
13:30 Olanda vs Cina

Conclusa la fase a gironi si tornerà in campo il 30 luglio con i quarti di finale. Il primo match è fissato alle ore 10:00, seguiranno gli altri alle 11:00, alle 12:00 e alle 13:00. Le semifinali sono programmate per il 2 agosto, con la prima gara alle ore 10:00 e la seconda alle 13:00. Il 5 agosto alle 10:00 si terrà la finale per terzo e quarto posto mentre per vedere chi salirà sul gradino più alto del podio il 6 dovremo fare le ore piccole perché il calcio di inizio per la finalissima è fissato alle 04:00 del mattino. Ricordate di mettere la sveglia!

Piccole curiosità

  • A Tokyo sono 12 le nazionali di calcio femminile impegnate e la grande assente è proprio la Germania campione in carica.
  • Si rinnova la sfida tra Svezia e Stati Uniti che martedì 21 luglio si affronteranno nella prima gara del Gruppo G 
  • Tra le convocate del Canada figura anche Christine Sinclair, detentrice del record mondiale di goal in nazionale (maschile e femminile). Il bottino è attualmente di 186 reti, neanche Leo Messi e Cristiano Ronaldo sono riusciti a fare di meglio.
  • Nella storia delle Olimpiadi solo 31 atleti sono riusciti a partecipare a 7 o più edizioni ma nessuno ci è mai riuscito in uno sport di squadra. A 43 anni la calciatrice Formiga sarà la prima a raggiungere questo traguardo. Con 7 presenze la brasiliana è inoltre la sola ad aver preso parte a tutti i Giochi da quando è stato introdotto il calcio femminile. 

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