Mana & Nikita & Simone & Frida

C’è un Arsenal che non scherza, sul mercato, ed è l’Arsenal Women.
Nonostante gli addii di Daniëlle van de Donk (Lione), Jill Roord (Wolfsburg), Leonie Maier (Everton) e Ruby Mace (Manchester City), la squadra guidata dal neo-allenatore Jonas Eidevall non è meno forte rispetto alla scorsa stagione.

Ci è voluto un po’ di tempo per carburare, qualcuno direbbe troppo, ma da quando è stato ufficializzato il nome del successore di Joe Montemurro, passato alla Juventus, il mercato dell’Arsenal ha accelerato in maniera vistosa e ci ha regalato innesti di primissima qualità in ogni reparto.

L’arrivo di Mana Iwabuchi dall’Aston Villa è stato il primo colpo ad effetto, la risposta alla partenza di Jill Roord verso la Germania. La giapponese è una superstar assoluta, come ha raccontato Martina nel suo Identikit e può operare in qualsiasi zona del centrocampo, che sia sugli esterni o a supporto di Vivianne Miedema.
A Tokyo sta facendo vedere quanto sia brava negli spazi stretti e quale sia il suo livello tecnico, assolutamente eccelso, quindi è lecito aspettarsi un ottimo contributo in termini di gol e assist sia in campionato che in Champions League (previa qualificazione, ovviamente).

Se l’idea era quella di sostituire le incursioni e la vena realizzativa di Jill Roord, la missione è compiuta.

Il secondo acquisto estivo è stato quello di Nikita Parris dal Lione, una macchina da gol che inizialmente sembrava dover sostituire Vivianne Miedema (in scadenza l’anno prossimo) e che invece giocherà accanto all’olandese, scambiandosi la posizione in campo e le responsabilità.
L’inglese, con un passato al Manchester City, è un attaccante cui piace svariare e possiede una velocità fuori dal normale, alla quale unisce un’ottima tecnica e grande freddezza sottoporta.
Con lei e Vivianne Miedema in campo, per le difese non sarà semplice trovare le contromisure – senza dimenticare Mana Iwabuchi, Beth Mead, Caitlin Foord o Kim Little.

Pochi giorni fa, infine, sono arrivate Simone Boye Sørensen e Frida Leonhardsen Maanum, due giocatrici completamente diverse tra loro ma ugualmente importanti per una squadra ambiziosa come la nostra: la prima, capitano della nazionale danese, può giocare indifferentemente a centrocampo o in difesa, ha una vastissima esperienza sia in Europa che negli Stati Uniti e porterà quella leadership che è spesso mancata nelle stagioni passate, mentre la seconda, giovanissima, è una delle centrocampisti più talentuosi del continente e porterà tecnica, dribbling, visione di gioco e geometrie alla nostra manovra.

Quattro innesti di qualità assoluta, con caratteristiche complementari tra loro e con il resto di una rosa che – possiamo dirlo senza falsa modestia – è tra le migliori in assoluto: Kim Little sta dando spettacolo con la rappresentativa britannica alle Olimpiadi, Leah Williamson è il futuro della difesa dell’Arsenal e dell’Inghilterra, Katie McCabe non smette più di migliorare, Lia Wälti probabilmente è la migliore in Super League nel suo ruolo, Steph Catley (quando disponibile) uno dei migliori terzini in circolazione e Vivianne Miedema semplicemente la migliore al mondo.

È ancora presto per capire quale sia il modulo preferito dal Jonas Eidevall una cosa è certa: questo Arsenal è costruito per tornare ai vertici attraverso tecnica, qualità e fantasia

Siete autorizzati a sognare. Siamo autorizzati a sognare.

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