Vedo La Luce!

Mikel Arteta non è un pazzo. Forse.
Le parole pronunciate dal manager spagnolo in occasione della conferenza stampa pre-Burnley avevano fatto sorridere, eppure potrebbero essere davvero profetiche.

Nonostante una prestazione non esattamente eccezionale, infatti, abbiamo vinto la seconda partita consecutiva e stiamo risalendo la classifica, una posizione alla volta. Diciassettesimi, poi penultimi, ultimi alla vigilia della partita contro il Norwich, sedicesimi e ora tredicesimi.
Siamo sempre distanti dalla posizione che dovremmo occupare e lontani anni luce dalla posizione che vorremmo occupare, tuttavia c’è una speranza.

Nonostante Turf Moor non sia quell’inferno che viene dipinto (non perdiamo a casa del Burnley dal 1973) resta comunque un campo sul quale avremmo faticato a fare risultato, anche a causa della situazione disperata dei padroni di casa. Aver portato via i tre punti è quindi un ottimo risultato, sia per il morale dei giocatori e dei tifosi che per la panchina di Mikel Arteta, un po’ più salda rispetto ad un mese fa, e deve farci guardare al futuro con ottimismo.

Personalmente, sono ottimista perchè abbiamo avuto la possibilità di creare una dozzina di palle gol più che nitide e, non fosse stato per qualche passaggio sballato, avremmo messo in netto imbarazzo Dyche e i suoi. Sarebbe bastato un tocco più deciso, un’esitazione in meno, una migliore comunicazione tra i giocatori per trasformare un’azione promettente in un’occasione da gol.

Nonostante un Bukayo Saka al di sotto delle proprie possibilità; nonostante un Pierre-Emerick Aubameyang servito poco e male; nonostante un Nicolas Pépé mai cercato con i tempi giusti, i movimenti davanti sono stati perfetti per tempismo e precisione.
Ci è mancato il passaggio decisivo, il pre-assist di cui erano maestri Tomas Rosicky e Alex Hleb e che in genere viene garantito dai nostri tre fantasisti, purtroppo imprecisi a Turf Moor.

Abbiamo finito la partita con un indice xG di 1.02, inferiore a quello del Burnley (1.07), ma ciò non deve trarci in inganno: con un briciolo di precisione e intensità in più, la differenza sarebbe stata abissale per un Burnley che ha provato ad aggredire l’Arsenal nella propria metà campo e si è visto superare con una certa facilità dalla nostra circolazione di palla – soprattutto nel primo tempo.

Il secondo tempo è stato più difficile, inutile nascondersi, ma con ogni probabilità avremmo chiuso la partita già nel primo tempo, se i giocatori avessero impresso la giusta forza ad alcuni palloni.

Vedo la luce, quindi, perché gli errori tecnici sono molto più facili da risolvere di quelli tattici e Turf Moor ci ha confermato che a livello tattico abbiamo fatto enormi progressi. Aaron Ramsdale, Ben White, Gabriel, Thomas Partey e Martin Odegaard offrono verticalità e personalità nella costruzione dal basso, mentre Emile Smith Rowe e Bukayo Saka sono bravissimi a farsi trovare nei mezzi spazi tra centrocampo e difesa avversari e i nostri terzini si sovrappongono con puntualità.

Abbiamo sofferto senza finire mai sott’acqua, abbiamo avuto ottime opportunità per attaccare, che purtroppo non siamo riusciti a sfruttare.
Domani si torna in campo contro il Wimbledon in Carabao Cup, l’occasione buona per far rifiatare qualche elemento in difficoltà e concedere un’occasione di riscatto a chi, per ora, è finito ai margini.

Vedo la luce, la strada è quella buona.

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