Made in Hale End

Un gol e un assist a testa. Sperando che siano i primi di una lunga serie.

Prima della partita ho scritto di come l’Arsenal avesse bisogno di un nuovo eroe nel North London Derby, qualcuno che possa incutere timore negli avversari per la puntualità con cui riesce a colpire.

Emile Smith Rowe e Bukayo Saka sembrano determinati a prendersi quel ruolo, lasciato vacante da Robert Pirès e Thierry Henry, e scrivere così nuove pagine nella storia del nord di Londra.

Quello di ieri è stato un pomeriggio di rivalsa, di rivincita verso chi ci ha riso in faccia fino all’altro ieri, verso chi pontificava sul declino inarrestabile dell’Arsenal e chi aveva già messo Mikel Arteta tra le scelte fallimentari di una dirigenza ancor più fallimentare.

“Eh già, noi siamo ancora qua” per parafrasare Vasco, questo Arsenal non è finito: non siamo vicini alla fine del tunnel ma non siamo nemmeno irrecuperabili, come sostengono in tanti, e la prestazione nel North London Derby è lì a testimoniare che Mikel Arteta e il suo gruppo di giocatori non hanno ancora detto l’ultima parola.

È solo un primo passo ma è un bellissimo scorcio di come potrebbe essere – e sarà – il calcio che vedremo all’Emirates Stadium, quando la squadra è al completo. Non sarà sempre così, ovviamente, ma finalmente s’intravede quel che il manager spagnolo avrebbe voluto mettere in pratica già la passata stagione, senza tuttavia avere gli interpreti giusti al posto giusto.
Abbiamo criticato l’acquisto di Ben White; abbiamo storto il naso davanti a Takehiro Tomiyasu; abbiamo gridato allo scandalo per la cifra pagata allo Sheffield United per Aaron Ramsdale e abbiamo alzato il sopracciglio ancelottiano quando abbiamo visto Granit Xhaka dal primo minuto, salvo poi venire travolti da una prestazione sensazionale e probabilmente il miglior primo tempo che l’Arsenal abbia mai giocato da quando è arrivato Mikel Arteta.

“Questo progetto esploderà, un giorno” aveva detto l’ex capitano, un po’ tempo fa, e ieri abbiamo sentito il botto. Lo abbiamo sentito noi, lo hanno sentito i cugini e pure tutti gli altri Club di Premier League.
Il derelitto Arsenal non è poi così derelitto, in fin dei conti.

A guidare la riscossa due ragazzini, reputati indegni dei numeri di maglia che portano, a rendere il tutto ancor più dolce.

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