L’Anteprima: Arsenal v Aston Villa

Abbiamo sprecato una prima occasione importante, sapremo reagire?
La seconda delle due partite casalinghe che avremmo dovuto vincere si gioca stasera, contro un Aston Villa desideroso di ripartire dopo due sconfitte consecutive.

Ogni velleità europea passa da partite come quella di stasera, dove l’unico risultato accettabile è la vittoria a prescindere dalle condizioni nelle quali ci troviamo: siamo acciaccati, siamo carichi di preoccupazioni eppure non possiamo permetterci nessun passo falso.

LA CONFERENZA STAMPA

“Non avevo dubbi [sul fatto che Lacazette avrebbe dato tutto per il Club, nonostante il contratto in scadenza, ndr], altrimenti avrei suggerito al Club di fare una scelta diversa, l’estate scorsa.”

Tante le domande a proposito di Alexandre Lacazette, dopo che il francese ha cambiato faccia alla squadra subentrando a partita in corso contro il Crystal Palace. L’attaccante resta un elemento importante per la squadra ma ovviamente Mikel Arteta non ha rivelato molto di più circa le possibilità che gli venga offerto un nuovo contratto o se partirà titolare, stasera.

Interrogato circa la situazione di Bukayo Saka e degli altri giocatori acciaccati, il manager spagnolo ha detto:

“Ci siamo allenati oggi e abbiamo due o tre giocatori che hanno finito la partita (contro il Crystal Palce) con qualche problema, dobbiamo valutarli oggi. Bukayo Saka non ha ancora ripreso gli allenamenti, quindi anche lui andrà valutato per vedere in che condizioni si trova.”

Qualche parola anche su Dan Smith e l’Aston Villa, avversario del giorno:

“Sarà un test e loro hanno già dimostrato quanto possono metterci in difficoltà, perchè recentemente non abbiamo raccolto i risultati che avremmo voluto, contro di loro. Hanno migliorato la squadra e si stanno dimostrando molto ambiziosi, hanno fatto un ottimo mercato e quindi sarà senz’altro una partita difficile per noi. Dean Smith mi piace molto, in primis come persona. Tutto ciò che ho sentito su di lui è positivo, sta costruendo la squadra e una mentalità diversa, bisogna dar credito alla proprietà per avergli concesso il tempo di farlo. Sta facendo un ottimo lavoro”

Le parole più interessanti, tuttavia, Mikel Arteta le ha riservate per l’analisi del pareggio interno contro il Crystal Palace:

“Dopo aver segnato e raggiunto il livello di gioco che abbiamo raggiunto nella prima parte della partita, dobbiamo fare in modo di cercare il secondo gol e di giocare con la stessa fluidità, con le stesse intenzioni di cominciare a difendere ciò che ci siamo guadagnati poichè la partita è lunga e dobbiamo farlo per più lunghi periodi della partita”

Ecco, penso che il grosso problema di Mikel Arteta sia la comunicazione: dobbiamo cercare il raddoppio o difendere? Oppure continuare ad attaccare per difendere il vantaggio acquisito? Un mio maestro un giorno mi ha detto che una buona idea comunicata male vale meno di un’idea mediocre trasmessa alla perfezione e credo che il nostro manager, come Unai Emery in precedenza, sia in difficoltà nel trasmettere le proprie idee.

L’AVVERSARIO

Dieci punti, dodici gol fatti e altrettanti subiti: l’Aston Villa galleggia a metà classifica senza trovare la propria dimensione. Reduci da due sconfitte consecutive dopo altrettante vittorie, i Villans sono ancora alla ricerca del giusto equilibrio dopo un mercato che ha visto arrivare giocatori di spessore come Buendía, Ings, Young e Sanson.

La difesa a tre è la sola costante in casa Aston Villa, con Mings a guidare la retroguardia e il grande ex Emiliano Martínez a sorvegliare la porta. Il centrocampo varia spesso a seconda degli avversari, passando a cinque oppure a quattro più un trequartista; le poche certezze sono Douglas Luiz e McGinn al centro, mentre Buendía è il prescelto quando Dan Smith vuole una linea di mezzo più offensiva, altrimenti Ramsey (Jacob) è incaricato di portare gambe e polmoni per rinfoltire il reparto.

Watkins e Ings sono i due attaccanti di riferimento, perfettamente complementari tra di loro e capaci di smuovere le linee difensive avversarie con movimenti puntuali e un pressing costante. Questo punto, in particolare, potrebbe fare tutta la differenza per l’una e l’altra squadra: gli uomini di Dean sono molto aggressivi e attaccano in gran numero, il che ovviamente lascia grandi spazi agli avversari per partire in contropiede.

Chi saprà evadere la pressione dell’avversario porterà a casa la contesa.

CASA ARSENAL

Qualche acciacco ma soprattutto tanti dubbi in più rispetto alla settimana scorsa.

Il pareggio interno contro il Crystal Palace ha lasciato strasichi importanti, perchè fa il paio con quello rimediato contro il Brighton e riporta la squadra indietro di tanti passi, dopo la bella vittoria nel North London Derby. Due prestazioni deludenti, due risultati che ci frenano nella nostra rincorsa all’Europa quando invece avremmo dovuto fare due grand balzi in avanti.

Il 4-3-3 con Thomas Partey solo davanti alla difesa non ha funzionato contro il Crystal Palace, sarà interessante vedere se Mikel Arteta riproporrà lo stesso modulo oppure se tornerà al 4-2-3-1 visto contro il Tottenham; molto dipenderà anche dalla disponibilità di Bukayo Saka, dello stesso Thomas Partey e di Emile Smith Rowe, tutti usciti malconci lunedì sera.

L’altro grande dubbio riguarda l’attacco, con Alexandre Lacazette che spinge per un posto da titolare dopo due ottime apparizioni a partita in corso contro Brighton e Crystal Palace: il francese potrebbe partire titolare, con Pierre-Emerick Aubameyang dirottato a sinistra e Nicolas Pépé sulla fascia opposta, sempre che l’ivoriano conservi il suo posto in squadra dopo una prestazione tutto sommato deludente.

Le altre sorprese potrebbero essere Mohamed Elneny a centrocampo e soprattutto l’esclusione di Martin Odegaard, richiamato in panchina sia contro il Brighton che contro il Crystal Palace.

IL DUELLO CHIAVE

Gli esterni dell’Aston Villa avranno il compito di dare equlibrio tra la fase difensiva e quella offensiva, sarà quindi intrigante vedere come Takehiro Tomiyasu e Kieran Tierney se la caveranno contro Cash e Targett: i nostri esterni avranno il compito di creare la superiorità numerica sulla fasce, isolando i due tornanti dei Villans e costringendo così i due centrali difensivi più esterni ad allargarsi.

A centrocampo invece attenzione a McGinn e i suoi inserimenti, ai quali dovrà fare attenzione il nostro centrocampo. Lo scozzese è bravo sia nelle conclusioni da lontano che sui palloni vaganti, Mohamed Elneny o Albert Sambi Lokonga non dovranno mai perderlo di vista.

LA FORMAZIONE

Ramsdale, Tomiyasu, White, Gabriel, Tierney, Elneny, Partey, Pépé, Smith Rowe, Aubameyang, Lacazette.

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