Mensis Horribilis

Wake me up, when November ends…”
Non mi pento di aver storpiato un dimenticabilissimo pezzo degli altrettanto dimenticabili Green Day ma non sapevo come attaccare.

Domenica, contro il Watford, iniziamo quello che storicamente è il nostro mensim horribilis, ovvero il novembre che spesso ha coinciso con la fine della nostre ambizioni più folli.
La buona notizia è che giocheremo solo tre partite, la cattiva è che una di queste sarà la trasferta di Anfield, contro un Liverpool di nuovo in versione bulldozer.

Ci sono quindi altissime probabilità che la nostra striscia d’imbattibilità, qualora dovesse superare l’ostacolo Watford nel weekend, s’interrompa ad Anfield e, onestamente parlando, m’interessa poco. La grande novità, infatti, è che non siamo più nella disperata condizione di dover far punti in luoghi proibitivi perchè ne abbiamo persi per strada di più abbordabili, perchè la squadra e soprattutto il manager sembrano aver finalmente trovato equilibrio e continuità – parole che erano sparite dal nostro vocabolario.

Salvo il pareggio interno contro il Crystal Palace, abbiamo infatti sfornato prestazioni molto incoraggianti e ottenuto risultati importanti se non clamorosi, come la vittoria al King Power Stadium del turno precedente: abbiamo spazzato via l’Aston Villa con quella che probabilmente è stata la miglior prestazione stagionale (assieme al North London Derby), abbiamo sorpreso le Foxes a casa loro e abbiamo tenuto botta a casa del Brighton, nonostante qualche difficoltà palese.
Eccoci quindi al sesto posto, a ridosso dell’Europa, nonostante un inizio di campionato a dir poco disastroso.

Non sappiamo se durerà e quanto durerà ma è bello aver ritrovato finalmente un Arsenal affidabile e, va detto, bello da vedere dopo mesi di grigiore e delusioni.

Sono stato scettico nei confronti di Mikel Arteta e lo resto tutt’ora ma, va detto, l’ex capitano ha sempre goduto della fiducia dei giocatori e ora, con questo 4-2-3-1 ibrido, ha trovato il giusto equilibrio tra i reparti – il tutto nonostante assenze pesanti come quelle di Kieran Tierney e Granit Xhaka.
Bravo a Mikel Arteta, quindi, e bravo anche a Edu e alla sua squadra, che hanno portato al Club giocatori che stanno superando di gran lunga le aspettative e hanno già fatto cambiare opinione a molti.
La speranza è che non ci siano più repentini cambi di formazione e strategia, che il modulo di base resti lo stesso che siano solo gli interpreti a cambiare, a seconda dell’avversario e di vari infortuni o squalifiche. La nostra identità, che abbiamo cercato immediatamente dopo l’addio di Arsène Wenger, sembra essere lì a portata di mano – a patto ovviamente di non voler essere quelli che non possiamo essere.

Nove punti su nove in settembre, otto punti su dodici in ottobre e la possibilità di accorciare ulteriormente la classifica, nonostante il Liverpool, grazie ai due impegni casalinghi contro Watford e Newcastle.
Non sarà la trasferta di Anfield a dirci qual è il vero Arsenal di Mikel Arteta ma il doppo impegno all’Emirates Stadium.

Avanti con il terribile mese di novembre, allora!

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