Crocuta Crocuta

Si ride meno adesso, vero?
Vi siete divertiti ad inferire, vi siete crogiolati ad inizio campionato, vi siete ammazzati di risate durante la finestra di mercato. Bravi, ora però sta arrivando il conto.

Tre partite, tre sconfitte, zero gol segnati, nove gol incassati. Una squadra allo sbando, una società fin troppo discreta ed ecco che un branco di iene macchiate – nome scientifico Crocuta crocuta, comunemente conosciuta come iena ridens – ha fatto la voce grossa: c’erano i tifosi di Aston Villa e Tottenham, Gary Neville, quei mattacchioni del Manchester United, gli esperti del settore, i giornalisti del Sun, del Daily Mail, di Talk Sport e gli svariati YouTubers ai quali manca sempre una vita che valga la pena essere vissuta.

50 milioni per Ben White? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
30 milioni per Aaron Ramsdale? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Ma chi è Takehiro Tomiyasu? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Emiliano Buendía ha preferito l’Aston Villa all’Arsenal! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Emile Smith Rowe con il numero 10? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Noi prendiamo Varane e loro White? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!

Il mio preferito, tuttavia, resta Gary Neville, tanto che sto pensando di stamparmi la sua analisi e appenderla in casa, come quei poster motivazionali:

“Non sono sicuro di quale sia la strategia di mercato dell’Arsenal. Sembra tutto molto confuso. Forse ce n’è una ma non è chiara. A volte capita di vedere un acquisto a sorpresa e capirne le ragioni, ma all’Arsenal ce ne sono tanti di questo tipo.”

Gary Neville, 2 settembre 2021

Non è giusto inferire, perchè parlare col senno del poi è fin troppo semplice, ma sarebbe bastato essere un pelo meno fanfaroni, cercare un po’ meno il sensazionalismo e giudicare in maniera obiettiva il calciomercato dell’Arsenal, fermandosi su quel che si sa e soprattutto quel che non si sa. Sarebbe bastato dare un’occhiata alle carte d’identità di ognuno dei nuovi acquisti per capire la strategia di Edu e dell’Arsenal; sarebbe bastato dare un’occhiata alle caratteristiche dei giocatori per capire che l’intenzione di Mikel Arteta era aggiungere velocità, centimetri e qualità tecniche alla sua linea difensiva, in modo da spostare in avanti il baricentro della squadra; sarebbe bastato vedere chi è stato ceduto per intuire che il manager e il direttore sportivo stavano cambiando l’aria allo spogliatoio, liberandolo da influenze negative e disfattiste.

Si può essere scettici sulla strategia ma non negarne l’esistenza stessa; era lecito dubitare del fatto che Takehiro Tomiyasu si sarebbe adattato così rapidamente, che Aaron Ramsdale avrebbe assorbito in maniera così naturale il passaggio ad un grande Club o che Emile Smith Rowe avrebbe continuato la propria ascensione così velocemente ma la strategia c’era.

Era molto più semplice però sparare a zero sull’Arsenal, ancor prima che la squadra avesse una fisionomia ben definita e nonostante un inizio di campionato oggettivamente complicato tra calendario e infortuni. Anche io sono stato critico, su questo blog, sia nei confronti di Mikel Arteta che di Edu, ma ho sempre lasciata aperta la possibilità di sbagliarmi (cosa che mi succede spessissimo, tra l’altro) mentre i vari commentatori sono sempre categorici e le loro opinioni indiscutibili. Sarà un problema di ego oppure, molto più semplicemente, un calcolo opportunista: sparare a zero sull’Arsenal ti fa raccogliere molti più consensi.

Indovinate un po’? Non c’è più nulla da ridere.

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