A Lezione da Klopp

“Ragazzino, a 21 anni a Cruijff si dà del Lei”
La celebre frase, pronunciata dal Profeta e indirizzata ad un giovane Jorge Valdano, calza a pennello per racoontare la sconfitta di Anfield.

A questo Liverpool dobbiamo ancora dare del Lei.

Abbiamo disputato un primo tempo discreto, abbiamo tenuto bene il campo, pressato senza disunirci e perfino creato qualche grattacapo ai Reds, poi però siamo crollati. Colpa di qualche errore grossolano, della nostra gioventù e di un Liverpool che gioca a memoria e ha approfittato di ogni situazione favorevole, punendoci ben oltre i nostri reali demeriti.

Non meritavamo di uscire da Anfield con quattro gol sul groppone ma meritavamo di perdere, perchè loro sono più forti di noi e la differenza tra le due squadre resta evidente; non è un dramma, perchè allo stato attuale delle cose loro sono all’apice del progetto tecnico (per non dire già in fase calante…), mentre il nostro è agli albori, quindi ai nostri errori di gioventù fanno da contraltare il loro cinismo e la loro efficacia.

Se il livello al quale aspira Mikel Arteta è quello mostrato dal Liverpool, allora avrà annotato le aree che richiedono miglioramenti con maggiore priorità: la squadra, incassato il secondo gol, si è disunita e si è sblianciata in avanti, lasciando delle praterie a Mané e Salah, mentre il centrocampo non ha saputo addormentare i ritmi per far passare la tempesta, che invece ci ha travolti. Anche l’attacco avrebbe potuto aiutare di più, tenendo qualche pallone per più di tre secondi, ma in questo senso credo manchino le qualità individuali per raggiungere l’obiettivo.

Ci sono momenti durante i quali è fondamentale saper restare in piedi, incassare senza andare definitivamente al tappeto e lasciare aperta la partita, per quanto possibile – cosa che questa squadra evidentemente non riesce ancora a fare. Tra Manchester City e Liverpool abbiamo incassato 9 gol, oltre la metà di tutti quelli incassati fino a qui, a conferma che questa squadra tende a farsi travolgere, quando le cose vanno male.

Ondata dopo ondata, la nostra coesione viene meno e prende il sopravvento la volontà di recuperare il risultato, con le conseguenze che abbiamo visto. Il giorno in cui sapremo prendere i cazzotti senza finire subito KO, allora avremo fatto un enorme passo in avanti e potremo competere per traguardi prestigiosi. Per assurdo, lo facevamo benissimo all’inizio dell’esperienza di Mikel Arteta sulla nostra panchina, quando difendevamo in cinque e partivamo in contropiede da sinistra, mentre ora non riusciamo più a ricompattarci prima di ripartire.

É il dazio da pagare per un assetto più offensivo, tuttavia i numeri non rassicurano più di tanto per quanto riguarda la creazione di palle-gol, altro aspetto sul quale Mikel Arteta dovrà lavorare. Tornando ad Anfield, ho la sensazione che avremmo potuto creare ancora qualche problema al Liverpool, qualora fossimo rimasti fedeli alla strategia preparata dal nostro manager, perché gli spazi alle spalle dei due terzini di casa c’erano eccome.

É una questione di equilibrio, insomma, tra entusiasmo e raziocinio; tra gioventù ed esperienza; tra attacco e difesa. Trovare quell’equilibrio potrebbe fare la differenza tra un posto in Europa e un’altra stagione deludente.

É suonata la campanella, potete alzarvi.

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