Gestaltiano Convinto

Il tutto è più grande della somma delle parti che lo compongono.
Nel nostro caso, la somma delle parti dovrebbe dare un insieme ben più completo di quel che vediamo.

Non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che questa squadra, nel suo insieme, stia dando risultati inferiori rispetto alla qualità delle sue singole parti; c’è una piccola parte di me, probabilmente la più razionale, che insiste sul fatto che pochissimi dei giocatori a disposizione di Mikel Arteta siano poi così bravi ma un’altra parte, molto più chiassosa, continua a suggerirmi che questi giocatori non sono messi nelle condizioni giuste per dare il loro meglio.

Un po’ come l’Uomo Invisibile al Barista (UIB) e l’Uomo Col Vocione (UCV) di Stefano Benni, queste mie due anime si mettono a combattere ogni volta che gioca l’Arsenal e le cose non vanno come previsto, ovvero quasi sempre, e a spuntarla spesso è l’UCV, che mi sbraita senza sosta che questi giocatori sono molto meglio di quanto appaiano.

Se scorro i nomi che compongono la nostra rosa e li confronto con quelli delle altre squadre che lottano per un posto in Europa, mi dico che sono quattro gli organici superiori al nostro e di questi uno – quello del Manchester United – non ha ancora trovato la fisionomia giusta per esprimersi al meglio. Perché facciamo così tanta fatica a creare occasioni da rete? Perché concediamo così tanto? Perché la manovra è così faticosa?

Finora abbiamo segnato la miseria di 18 gol in campionato, meno di West Ham, Aston Villa, Everton, Brentford, Crystal Palace e Watford – tutte squadre il cui potenziale offensivo, a livello di individualità, è comparabile al nostro; all’altra estremità del campo abbiamo incassato 22 gol, più di Brighton, Brentford, Crystal Palace e Southampton, non esattamente delle corazzate inaffondabili.
Se per la difesa il conteggio dev’essere inserito in un contesto specifico, perché in fin dei conti più della metà dei gol incassati sono arrivati contro le prime tre della classe (5 dal City, 4 dal Liverpool, 3 dal Chelsea) e abbiamo comunque mantenuto la porta inviolata in sei occasioni quest’anno, i numeri offensivi sono impietosi e inspiegabili.

Pur prendendo in considerazione le difficoltà attuali di Pierre-Emerick Aubameyang, che ultimamente sbaglia anche a porta vuota, creiamo sempre molto poco per i nostri attaccanti, che sono chiamati a sfruttare al massimo le poche occasioni a disposizione. Emile Smith Rowe è il nostro miglior marcatore con 5 gol, Bukayo Saka il miglior assist-man con 2 passaggi decisivi e Pierre-Emerick Aubameyang è quello che ha tirato di più con 35 conclusioni, meno di Bowen del West Ham, Trossard del Brighton, Adam Armstrong del Southampton e Raphinha del Leeds.

Mi rendo conto che in fondo il povero UIB nella mia testa ha ragione e che i nostri centrocampisti e attaccanti non siano poi dei fenomeni, tuttavia con un contingente offensivo composto da Martin Ødegaard, Nicolas Pépé, Emile Smith Rowe, Bukayo Saka, Gabriel Martinelli, Pierre-Emerick Aubameyang e Alexandre Lacazette dovremmo poter creare di più e segnare di più.

L’Uomo Col Vocione nella mia testa è un gestaltiano convinto ed è difficile dargli torto: questo insieme non rappresenta per niente la somma delle parti a disposizione di Mikel Arteta.

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