Two is Megl’ che Uan

Lacazette, Aubameyang, Martinelli, Pépé, Nketiah = 6 gol.
5 attaccanti e appena 6 gol messi a segno, di cui quattro portano la firma di Auba.

Come ha sottolineato Federico nell’ultimo episodio di Clock End Podcast, un attaccante ci serve come l’aria. Indubbiamente ci sono problemi tattici che Mikel Arteta non ha ancora risolto ma la sostanza mi sembra chiara: i nostri attaccanti non sono abbastanza bravi.

Senza scomodare i numeri assurdi del Liverpool, il nostro è tra gli attacchi meno prolifici della metà alta della classifica e creare occasioni da gol per noi sembra un problema cronico, a prescindere da chi viene schierato.
Le ultime partite ci hanno dimostrato che il ruolo di centravanti, nel calcio immaginato da Mikel Arteta, non è compatibile né con il profilo di Pierre-Emerick Aubameyang, né con quello di Alexandre Lacazette.

Il gabonese fatica troppo quando deve giocare spalle alla porta e il francese non si vede mai in area di rigore, quindi nessuno dei due offre le necessarie garanzie. È un argomento già trattato fin troppe volte e più ci penso, più mi convinco che la soluzione possa venire solo ed esclusivamente dal mercato. Il problema è che il mercato apre a gennaio e la sessione invernale è notoriamente complicata, quindi c’è la possibilità concreta che si debba aspettare fino alla fine della stagione per avere un nuovo centravanti.

Che fare, nel frattempo?

L’unica opzione plausibile, con il materiale umano che Mikel Arteta ha a disposizione, resta quella di schierare due attaccanti l’uno vicino all’altro e tornare a quel 4-4-2 che, seppur senza dare veramente spettacolo, aveva permesso alla squadra di arrivare alla conclusione con meno fatica. Se l’opzione più logica sembra essere schierare contemporaneamente Pierre-Emerick Aubameyang e Alexandre Lacazette, esistono altre combinazioni che potrebbero rivelarsi molto interessanti, soprattutto nell’occupazione dello spazio tra la trequarti e l’area di rigore.

Gabriel Martinelli e Nicolas Pépé sono due giocatori che potrebbero perfettamente ricoprire un ruolo di seconda punta vera, così come il bistrattato Eddie Nketiah, che comunque ha creato tre occasioni da gol in 20′ contro l’Everton, cosa che Alexandre Lacazette non è riuscito a fare in quasi 90′.
Non è particolarmente moderno come concetto né garantito ma mettere due attaccanti l’uno accanto all’altro potrebbe davvero aumentare la nostra forza offensiva o per lo meno creare qualche grattacapo in più alle difese avversarie, che generalmente possono dormire sonni relativamente tranquilli.

Ciò significherebbe rinunciare almeno temporaneamente a Martin Ødegaard, giocatore in miglioramento ma che non è ancora riuscito a trovare continuità nell’arco dei 90′: a Old Trafford ha segnato e poi regalato il rigore che è valso la sconfitta, mentre con l’Everton ha di nuovo trovato il gol ma ha sprecato due occasioni d’oro, titubando troppo al momento di colpire.

Ammesso che Bukayo Saka e Emile Smith Rowe siano in campo, possiamo permetterci il lusso di mandare in panchina il norvegese senza perdere troppo in termini di palleggio e creatività, mentre se uno dei due non fosse disponibile avremmo un’alternativa pronta all’uso.
Sono sicuro che col tempo e con un reparto offensivo strutturato meglio, Martin Ødegaard diventerà un elemento importante per la nostra squadra ma, in questo momento, abbiamo un bisogno troppo disperato di gol. A mali estremi, estremi rimedi, insomma.

In attesa di tempi migliori, two is megl’ che uan, come diceva la pubblicità del gelato.

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