Provaci ancora, Flo

L’Eletto deve ancora farne di strada.
C’era tanta attesa per la presenza dal primo minuto di Folarin Balogun contro il Sunderland ma l’inglese non ha saputo lasciare il segno.

Ci sono mille attenuanti per il nostro Flo, a cominciare dalla posizione in campo: nel 4-3-3 schierato da Mikel Arteta, l’attaccante non ha giocato da centravanti ma è stato esiliato sulla fascia sinistra, con Eddie Nketiah in posizione centrale; inoltre non va dimenticato che il prodotto di Hale End ha pochissima esperienza con la prima squadra e la differenza di livello tra il calcio professionistico e quello giovanile è enorme.

Chi si aspettava che Folarin Balogun potesse essere fin da subito un’alternativa valida per la squadra di Mikel Arteta si sbagliava.

Le qualità dell’attaccante sono indubbie, così come la sua struttura fisica ben superiore a quella dei pari età della Premier League 2 ma a Folarin Balogun mancano ancora la malizia, il ritmo e la velocità di pensiero per poter competere con Alexandre Lacazette, Pierre-Emerick Aubameyang e Eddie Nketiah.
Sono stati moltissimi i calciatori che in passato hanno indicato il ritmo di gioco come la più grande differenza tra il calcio delle Academy e quello dei grandi, quindi anche Folarin Balogun dovrà pagare questo scotto.

In una situazione diversa da quella del nostro attacco attuale, Folarin Balogun potrebbe essere una sorta di jolly da mandare in campo alla bisogna oppure, come successo contro il Sunderland, in competizioni meno intense della Premier League, tuttavia oggi l’unico attaccante dell’Arsenal ad offrire certe garanzie sembra essere Alexandre Lacazette e ciò rappresenta un grande rischio per la seconda parte della nostra stagione.

Con il francese in scadenza, Pierre-Emerick Aubameyang escluso per ragioni disciplinari e Eddie Nketiah libero di accasarsi in un altro Club a fine stagione, Folarin Balogun non può essere considerato come il salvatore della Patria, per lo meno non subito. Il nostro giovane attaccante ha bisogno di crescere lontano dai riflettori e dalle pressioni generate da un Club della portata dell’Arsenal (anche in momenti difficili come questo), in modo da evitare di finire come tanti altri centravanti cresciuti a Hale End e finiti troppo presto nel dimenticatoio.

Tra Chuba Akpom, Jay-Emmanuel Thomas, Gilles Sunu, Sanchez Watt, Arturo Lupoli e per certi versi anche Carlos Vela e Nicklas Bendtner, sono troppi i nostri giovani ai quali non è stata consentita una crescita tranquilla, lontana dall’etichetta di fenomeno che accompagna qualsiasi giocatore capace di segnare trenta, quaranta o a volte perfino cinquanta gol in una stagione nell’Academy.
I fenomeni veri sono pochi e noi siamo fortunati ad avere due potenziali fuoriclasse come Bukayo Saka e Gabriel Martinelli, tuttavia molti altri possono dare un contributo importante anche senza diventare delle stelle di primissimo piano.

Dato il potenziale, l’obiettivo minimo per Folarin Balogun sarà diventare una valida alternativa nel nostro attacco del futuro, quello che verosimilmente sarà rifondato l’estate prossima con le partenze di Alexandre Lacazette, Pierre-Emerick Aubameyang e Eddie Nkeitah. Per farlo però dovrà dimostrare di poter assicurare il rendimento che oggi, ironia del destino, garantisce colui che ne sta bloccando l’accesso alla prima squadra, ovvero Eddie Nkietah.

Una volta compiuto questo primo, difficilissimo passo, Folarin Balogun potrà pensare a fare quello successivo, ovvero diventare un potenziale titolare. Fino ad allora, sarà bene dimenticarsi temporaneamente di Folarin Balogun e lasciarlo crescere con tutta la calma del mondo.

Provaci ancora, Flo!

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