Caro 2021

Caro 2021 ti scrivo ma non per distrarmi un po’.

Per onestà intellettuale devo riconoscerti che non è mancata, seppur rara, qualche piacevole sorpresa ma altrettanto onestamente lasciati dire che sei stato un anno difficile, a tratti ingestibile, un anno da cui in molti ci aspettavamo qualcosa che però non è mai arrivato. 

Prendiamo l’Arsenal ad esempio. Il tuo predecessore, quel 2020 che in quanto ad antipatia ha poco da invidiarti, almeno ha avuto l’accortezza di ripagare i nostri patemi facendoci alzare al cielo due trofei a Wembley (poi si è risucchiato Aubameyang ma questo è un altro discorso che non ho interesse ad aprire), e tu? Cosa hai fatto tu per scusarti di non essere stato all’altezza delle nostre aspettative? Ecco, lasciamo stare…

E delle Ragazze vogliamo parlarne? Mettiti comodo che ti racconto una storia:

Roller Coaster Arsenal, l’inizio di una favola vera

Manutenzione e Giro di prova – Pronti via, i primi giorni di gennaio ci hanno visti alle prese con evitabili viaggi a Dubai e conseguenti casi covid all’interno dello spogliatoio. Dopo settimane difficili la squadra si ricompatta e da il via ad una lunga serie di risultati utili consecutivi che a fine stagione ci garantirà l’accesso ai preliminari di Champions League. Nel mezzo un annuncio in aspettato, l’addio di Joe Montemurro che in estate passerà alla Juventus. In estate insieme all’allenatore australiano si sono congedate alcune delle nostre stelle tra cui Daniëlle van de Donk, il momento esatto in cui il cuore di chi scrive ha fatto crack. Mentre il mondo biancorosso attende il nome del nuovo allenatore Leah Williamson rinnova ma solo per una stagione mentre Viv Miedema decide di aspettare.

Biglietteria – Si apre un nuovo capitolo, Jonas Eidevall assume la guida dell’Arsenal ma tra vacanze ed Olimpiadi inizia a lavorare con la squadra solo ad agosto già inoltrato. Il mercato porta nel nord di Londra Mana Iwabuchi, Nikita Parris, Simone Boye Sørensen, Frida Maanum e come ciliegina sulla torta la due volte campionessa del mondo e medaglia d’oro olimpica Tobin Heath.

Un primo assaggio dell’Arsenal che sarà ci viene offerto in Champions League dove con prestazioni e risultati molto più che convincenti stacchiamo il biglietto per la fase a gironi

Prima Corsa – Il calendario ci vede esordire e vincere (3-2) all’Emirates Stadium contro il Chelsea campione d’Inghilterra in carica. La leggenda narra che Eidevall stia ancora esultando a bordo campo con Beth Mead mentre una signora bionda continua a gridare al fuorigioco. Il fatto che abbia ragione rende tutto ancora più bello.

Il periodo settembre / novembre vede l’Arsenal vincere e convincere sia in campionato che in Europa arrendendosi solo all’inarrestabile Barcelona. Ma non è tutto oro è quel che luccica e a dicembre qualcosa si rompe. Wembley Stadium, finale di FA Cup, il primo vero grande appuntamento della stagione viene mancato in malo modo e a festeggiare sotto il nostro naso sono le acerrime rivali del Chelsea. È solo l’inizio di una settimana orribile che pochi giorni più tardi ci vede strapazzati nella sfida dell’Emirates con il Barcelona. Una sconfitta quest’ultima messa in conto ma comunque dolorosa. Meno aspettato è invece il capitombolo ad Hoffenheim che poteva costarci il passaggio ai quarti di finale di Champions League.

Con il rinvio causa covid del match con il Brighton & Hove Albion la trasferta in Germania resta l’ultimo ricordo sul campo di questa prima parte di stagione e dell’anno solare che comunque ci vede ancora in testa alla classifica di Women’s Super League con 25 punti (4 in più di Emma Hayes e le sue puffette, anche loro con una partita da recuperare).

Intermezzo, le pagelle di metà stagione 

La stagione è ancora lunga ma prima di iniziare a scrivere il capitolo successivo è giusto onorare la tradizione e prendere parte al giochino dei bilanci che ci aiuta a capire in quale sentiero ci stiamo addentrando.

Partiamo da Jonas Eidevall. Nonostante le difficoltà di vario tipo incontrare al suo arrivo, il tecnico svedese non ha cercato alibi e si è messo subito al servizio della squadra facendole riscoprire la sua bellezza affermando un’idea di gioco chiara e precisa. Beth Mead è forse la giocatrice che più di tutte ha giovato di questa rivoluzione mentre per il neo acquisto Frida Maanum quel progresso di adattamento ad un nuovo campionato è sembrato una pura formalità. Nelle ultime settimane la lucidità di Eidevall e tutto il suo duro lavoro sono stati messi in discussione da risultati poco gratificanti di cui lui è in parte causa. A questo punto le cose sono due: o quella che abbiamo visto nella prima parte di stagione è stata un’allucinazione collettiva oppure l’inganno è nella sbandata di fine anno. Ognuno è libero di pensarla come vuole, per quanto mi riguarda l’allenatore merita un giudizio pienamente positivo.

Tra le promosse a pieni voti impossibile non citare Leah Williamson, Katie McCabe, Lia Wälti e Captain Little, veri e propri punti fermi di questa squadra insieme a Manu Zinsberger.

Un discorso a parte va in vece fatto per Viv Miedema. Vedere una delle giocatrici più forti al mondo indossare la maglia biancorossa è un onore ed un privilegio mi riesce però difficile sorvolare su alcuni aspetti tipo l’apatia che spesso la colpisce quando c’è più bisogno del suo estro. Altro dettaglio da non sottovalutare il contratto che scade a breve, nonostante ci siano stati diversi contatti la firma tarda ad arrivare. A quanto pare, l’attaccante olandese vuole la certezza che la società sia all’altezza delle sue ambizioni. Questi discorsi mi irritano più dell’apatia a cui facevo riferimento prima. Miriamo forse alla mediocrità? Ci accontentiamo arrivare sempre secondi ad un passo dal successo? Ok l’incondizionata febbre a 90° ma un briciolo di lucidità lo abbiamo anche noi e se si fanno investimenti importanti, se si offre un rinnovo importante è proprio perché anche noi vogliamo lottare ad alti livelli e vincere. Siamo l’Arsenal, la squadra più importante e titolata d’Inghilterra, è bene ricordarlo.

Come vedi caro 2021 il primo capitolo si chiude bruscamente esattamente come sembri intenzionato a fare tu.

L’augurio e la richiesta per il nuovo anno è che quei lampi di luce non siano stati solo un miraggio portarci le soddisfazioni che meritiamo, qualsiasi sia il rettangolo verde su cui giochiamo.

Addio 2021, non ci mancherai.
Capisco che gestire le richieste di un intero pianeta non è semplice ma se ci prova ed a volte riesce Babbo Natale che lavora 24h all’anno tu potevi benissimo fare qualcosa in più con altri 364 giorni a disposizione.

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