Quadrate

“This is what we f***ing do”!
Parole di Ben White ad Anfield, teatro di una delle prestazioni più esaltanti della stagione.

Nonostante l’inferiorità numerica, gli uomini di Mikel Arteta hanno tenuto a bada un Liverpool virtualmente al completo (assenti solo Salah e Mané) e tenuto aperto il discorso qualificazione per la finale di Carabao Cup contro il Chelsea.

Quando l’ormai abituale momento di scarsa lucidità di Granit Xhaka ha lasciato la squadra in dieci contro undici, l’idea di uscire dal campo con anche la minima possibilità di giocarci la qualificazione al ritorno sembrava fantascienza. Nessuno, prima di ieri sera, era riuscito ad impedire al Liverpool di fare gol ad Anfield nemmeno ad armi pari, figuriamoci giocando più di un’ora con l’uomo in meno!

Quella alla quale abbiamo assistito ieri sera è una prestazione collettiva di livello altissimo per determinazione, lucidità, solidarietà e maturità, di quelle che forgiano uno spogliatoio; un’altra prova che questa squadra è molto unita e pronta a lottare contro le avversità. Dopo averci regalato alcune prestazioni eccezionali a livello tecnico e tattico, Mikel Arteta e i suoi hanno dimostrato che sanno anche soffrire e sacrificarsi per la squadra, senza paura di sporcarsi le maglia e la reputazione.

Se ad un estremità del campo Ben White e Gabriel bloccavano tutto quello che passava dalle loro parti, all’estermità opposta Gabriel Martinelli e Bukayo Saka ripiegavano fino alla linea di fondo, pur di non lasciare che il Liverpool sfondasse: proprio il brasiliano, che qualche settimana fa ha ricevuto tonnellate di elogi (meritatissimi) per i suoi gol e i suoi inserimenti, ieri ha impressionato per dedizione e intensità, e ha compiuto un ulteriore passo in avanti verso la maturazione completa.

Questa squadra ha dimostrato di non aver più paura di nulla: né degli avversari, né delle condizioni avverse, né di sé stessa. Al contrario, ha dimostrato di saper trovare risorse là dove altre squadre probabilmente avrebbero mollato gli ormeggi.
Dei tanti punti positivi del risultato di ieri, nessuno dei quali può essere considerato falso, quello che mi trasmesso maggior soddisfazione è proprio lo spirito dimostrato dai giocatori.

Siamo in perenne emergenza, eppure tiriamo fuori energie fisiche, mentali e tattiche che nemmeno il più ottimista tra noi pensava potessimo avere, il che mi fa ben sperare per il futuro.
Citando una frase che Eugenio Corini, allora capitano del Palermo, indirizzò al presidente Zamparini: “chi prende a calci nelle palle questa squadra rischia di farsi male, perché sono quadrate”

“This is what we f***ing do”!

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