Il Ciapanò

La si può girare in mille modi ma si finisce sempre lì: se fai 0-0 in casa con l’ultima in classifica è difficile tornare in Europa.
La classifica resta favorevole, il campo ha raccontato che avremmo meritato di più ma quelli restano due punti buttati via.

La vittoria del Chelsea contro il Tottenham spacca di nuovo la classifica in quattro tronconi: le prime tre nel loro campionato a parte; cinque Club a giocarsi un posto in Champions League e uno in Europa League; sette Club senza arte né parte e il resto a lottare per la sopravvivenza.
L’Arsenal, in questo momento, è in piena lotta per una qualificazione europea ma, tra un calendario imprevedibile e i problemi messi in mostra contro il Burnley, l’ottimismo per la seconda parte di stagione è sempre più flebile.

Spesso mi viene da ridere quando sento dire che la Premier League è un campionato “così incerto e competitivo”: la prime tre non perdono quasi mai, se non quando si scontrano tra di loro, e fanno sistematicamente a pezzi le avversarie da metà classifica in giù. Ogni tanto inciampano, vero, ma è estremamente raro. Il Manchester City ha perso una sola volta nelle ultime due stagioni contro un’avversaria di bassa classifica, peraltro alla penultima di campionato, con il titolo già in tasca (0-1 contro il Brighton); idem per il Liverpool (0-1 contro il Fulham) e per il Chelsea (2-5 contro il West Brom).
Gran parte del successo di questi Club viene dalla loro capacità di non perdere quei punti che noi abbiamo lasciato al Burnley.

Del gruppo europeo saranno i due Club che commettono meno errori a guadagnarsi l’Europa, non necessariamente i più forti. In questo senso abbiamo fatto enormi progressi rispetto alla stagione scorsa ma non basta ancora e non basterà mai fino a quando non troveremo il modo di mettere costantemente sotto pressione le difese avversarie.
Ho il sospetto che per quanto riguarda l’Arsenal si tratti principalmente di un problema di organico e soprattutto di attaccanti, visto che Alexandre Lacazette non segna con abbastanza regolarità e il resto del nostro parco attaccanti è inadeguato (tecnicamente o mentalmente), tuttavia la soluzione non è così semplice quanto sembri.

Non è per nulla scontato che il Club possa arrivare ad un attaccante di primissimo livello già a gennaio e non sembra disposto ad accontentarsi di un ripiego (giustamente!), quindi Mikel Arteta dovrebbe lavorare a soluzioni più creative, al più presto. Con la Premier League ferma fino al 10 febbraio, quando affronteremo il Wolverhampton in trasferta, non riesco ad immaginare un momento migliore per azzerare tutto e lavorare su qualche novità tattica, soprattutto per l’attacco.

Restano 24 punti da conquistare contro otto squadre al di fuori della Top 10 (Brentford, Watford, Aston Villa, Crystal Palace, Southampton, Leeds, Newcastle e Everton,) se portiamo a casa quelli avremo già fatto un enorme passo in avanti per la qualificazione europea poiché avremo accumulato 60 punti, ai quali basterebbe aggiungerne una decina da raccogliere nelle restanti nove contro Spurs, Wolverhampton (due volte), Brighton, Leicester, Manchester United, West Ham, Liverpool e Chelsea.

La squadra partirà per Dubai per un mini-ritiro invernale, di ritorno dal quale Mikel Arteta avrà una rosa al completo, giocatori in condizione e si spera anche qualche asso dalla manica, a prescindere dal mercato in entrata.

Solo in questo modo possiamo lasciare che siano gli altri a giocare questa triste partita a ciapanò.

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