Il Salvatore

Si cerca sempre un salvatore, qualcuno che tolga le castagne dal fuoco.
Un elemento in grado di svoltarti la partita con un singolo momento di genio, in qualsiasi forma esso si manifesti.

Negli anni ne abbiamo visti tanti, di salvatori: Dennis Bergkamp, Thierry Henry, Alexis Sánchez, Mesut Özil o Pierre-Emerick Aubameyang.
Non è un caso che abbia messo anche Pierre-Emerick Aubameyang in questo gruppo di giocatori: al netto di tutti i suoi difetti, il gabonese ha spesso trascinato la squadra a suon di gol, alcuni anche di ottima fattura, ed è tra i giocatori le cui reti hanno portato più punti, in Premier League.

I 68 gol messi a segno dall’ex giocatore di Saint-Étienne e Borussia Dortmund hanno infatti portato all’Arsenal ben 53 punti, più di quanto abbiano fatto quelli di Salah al Liverpool o Kane al Tottenham.

Numeri come questi vanno rimpiazzati, in un modo o nell’altro.

r/Gunners - Aubameyang tops most points won per goal

Date le difficoltà di Alexandre Lacazette in fase realizzativa e lo scarso utilizzo di Eddie Nketiah, uno che la porta la vede benissimo, Mikel Arteta non ha molte opzioni a disposizione e dovrà trovare il modo d’incrementare il numero di occasioni create dalla squadra, in modo da non pagare troppo l’assenza di un vero finalizzatore.

Il manager spagnolo dispone di almeno tre profili che potrebbero aspirare a diventare il nuovo salvatore, il nuovo talismano della squadra, ma ognuno di questi presenta almeno un grosso difetto.

Gabriel Martinelli (20 anni)

Il brasiliano è una delle sorprese più liete della stagione: da quando ha sostituito Emile Smith Rowe sulla fascia sinistra, il suo apporto è stato esponenzialmente più alto rispetto al passato. Già in gol contro il West Ham, l’ex dell’Ituano ha poi segnato una doppietta a Elland Road contro il Leeds e ha giocato una partita strepitosa contro il Manchester City, per poi rallentare nelle partite contro Liverpool e Burnley. Nulla di sorprendente, per uno della sua età, ma la conferma che Gabriel Martinelli non può (ancora) essere il nostro salvatore. Forse un ruolo meno dispendioso potrebbe aiutarlo a ritrovare efficacia in conclusione, dato quanto si spende quando gioca a tutta fascia.

Bukayo Saka (20 anni)

Se da una parte vale il discorso dell’età fatto per Gabriel Martinelli, dall’altra Bukayo Saka ha già accumulato così tanta esperienza da rendere incredibile il fatto che abbia appena compiuto vent’anni. L’attaccante inglese, vice-campione d’Europa con l’Inghilterra, è stato un faro durante la seconda metà della scorsa stagione e si è caricato la squadra sulle spalle. Oggi, però, Bukayo Saka non è più un giovane di belle speranze ma uno dei giocatori più temuti in Premier League e spesso il sorvegliato speciale delle difese avversarie.

La celebre foto scattata durante Arsenal v Man City è lo specchio di ciò che Bukayo Saka vive quasi ogni weekend, ragione per la quale è difficile addossargli ulteriori responsabilità senza un piano per alleggerire le marcature di cui è oggetto su ogni campo. Nuovo ruolo? Nuova posizione? Nuovo compagni attorno? Difficile a dirsi ma oggi Bukayo Saka è troppo solo e ha bisogno d’aiuto.

Nicolas Pépé (26 anni)

L’oggetto misterioso, il funambolo delle partite già vinte, il finalizzatore delle azioni senza importanza.
Difficile inquadrare uno come Nicolas Pépé, regolarmente tra i più prolifici in quanto a gol e assist eppure così irritante quando scende in campo.
Se c’è un giocatore in rosa che abbia le capacità per cambiare il corso di una partita con una singola giocata, quello è Nicolas Pépé: probabilmente il miglior finalizzatore in rosa, l’ivoriano possiede un dribbling ubriacante e un cambio di direzione fulminante, tuttavia non sembra ancora aver capito come utilizzare al meglio il talento di cui dispone.

C’è stato un momento, la scorsa stagione, in cui Nicolas Pépé sulla fascia sinistra sembrava poter diventare un elemento importante per la squadra. Lontano dalla fascia destra, lontano dalla sua zolla preferita, l’ex attaccante del Lille era diventato molto più imprevedibile per gli avversari e quindi molto più pericoloso. Se il mezzo spazio a destra è casa sua, lo è anche dei difensori che lo devono controllare e che ne conoscono i movimenti a memoria, grazie alle ore passate a guardarne video e analisi.

Nicolas Pépé è reduce da un’ottima Coppa d’Africa, almeno a livello individuale, e potrebbe trasportare quell’entusiamo e quella determinazione all’Arsenal, che è alla ricerca di un guizzo improvviso per risolvere le partite più chiuse. Servirebbe un allineamento cosmico mica da ridere ma chissà…

In conclusione, aspettando che il mercato estivo porti quell’attaccante che cambia volto alla squadra, Mikel Arteta ha l’obbligo di costruire la squadra in funzione di uno di questi tre giocatori e metterlo nelle condizioni ideali per sfruttare il proprio talento, sia esso la furia di Gabriel Martinelli, l’inevitabilità di Bukayo Saka o l’estro di Nicolas Pépé.

Le nostre speranze europee, più che dai campi più prestigiosi della Premier League, passa dalle sfide contro le squadre di medio-bassa classifica, quelle che spesso risultano ostiche e vengono decise dalle qualità del singolo. Il pareggio interno contro il Burnley ha messo in evidenza tutto quel che non funziona nell’assetto tattico attuale contro un certo tipo di avversario, Mikel Arteta ha il dovere di studiare soluzioni alternative alla pioggia di cross vista contro gli uomini di Dyche.

Abbiamo bisogno di un salvatore, a Mikel Arteta il compito d’individuarlo.

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