Il Ritorno di Emile

Peccato per la squalifica di Gabriel Martinelli, l’uomo in forma del momento.
Il brasiliano, espulso contro il Wolverhampton, salterà la partita interna contro il Brentford.

Com’è quella della porta e del portone? Ecco, il nostro portone potrebbe chiamarsi Emile Smith Rowe, relegato in panchina dallo straordinario momento di forma di Gabriel Martinelli. Prima di sedersi in panchina, tuttavia, il giovane centrocampista inglese era uno dei migliori giocatori e resta, ancora oggi, il nostro miglior marcatore in Premier League con otto gol in venti presenze, ai quali ha aggiunto due assist.

Numeri niente male per un giocatore al quale veniva rimproverata una certa difficoltà nel trovare la via della rete.

Con Emile Smith Rowe in campo, l’Arsenal è una squadra molto più fluida e sicura in fase di palleggio, mantiene meglio la pressione sull’avversario e perde meno il pallone; tuttavia, senza Gabriel Martinelli, rischiamo di non avere la stessa aggressività né la capacità d’inserimento alle spalle della difesa avversaria, prerogative indispensabili nel gioco di Mikel Arteta, con un centravanti di manovra come Alexandre Lacazette.

Seguendo le orme di celebri facilitatori come Tomas Rosický e Aljaksandr Hleb, Emile Smith Rowe possiede un talento speciale per creare le condizioni ideali per quello che risulterà poi essere il passaggio decisivo; gli esperti lo chiamano pre-assist ma si tratta, più semplicemente, della giocata (con o senza palla) che rompe la formazione avversaria e crea quello spazio indispensabile a chi attacca per dettare il passaggio giusto, nei tempi giusti.
Al momento, con Emile Smith Rowe in panchina, l’unico giocatore in grado di produrre questo momento di magia è Martin Ødegaard, guarda caso complice prediletto di Bukayo Saka, e quindi il rientro nell’XI di Emile Smith Rowe è più che benvenuto per rendere la nostra manovra meno prevedibile.

L’inglese ha poi la capacità innata di accelerare il ritmo di gioco in maniera repentina, così da destabilizzare la retroguardia avversaria e dare l’impulso decisivo ai nostri attacchi; per una squadra spesso letargica o costretta a fare affidamento sulle iniziative individuali dei propri attaccanti esterni, avere qualcuno tra le linee che sappia dare un’accelerata netta alla manovra potrebbe risultare fondamentale – soprattutto contro compagini che si chiudono a riccio. Anche qui tornano alla mente le giocate di alcuni del ceco e del bielorusso, maestri nel cambiare i ritmi.

Insomma, sono tanti i motivi per dare il bentornato in squadra a Emile Smith Rowe, l’enfant du Club rimasto vittima delle prestazioni mostruose di un suo compagno di squadra, ma il più importante ed urgente di tutti è convincere Mikel Arteta a rinunciare a Alexandre Lacazette, una volta per tutte.
Il francese, protagonista in negativo contro il Wolverhampton, potrebbe essere il prescelto per fare spazio a Gabriel Martinelli, una volta scontata la squalifica.
Se Emile Smith Rowe sarà bravo a riprendersi il posto sulla fascia sinistra, forse il manager spagnolo proverà a schierare Gabriel Martinelli in posizione più centrale, in modo da avere una vera presenza in area e un attaccante capace di attaccare la profondità, senza che la manovra tra le linee ne risenta troppo.

Bentornato Emile, non sai quanto mi sei mancato.

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