Odio la Matematica

Niente male per uno che ha fatto il liceo scientifico, no?
Il mio cervello attiva sempre la modalità Homer Simpson quando devo fare dei calcoli (santo Excel veglia su di me…) e capirete quindi che la classifica attuale di Premier League è un bel fardello per il mio povero cervello:

L’idea, questa mattina, era provare a fare alcune prioiezioni circa la corsa all’Europa e tentare di stabilire un ruolino di marcia credibile per il nostro assalto alla Champions League (sogno, utopia) e l’Europa League, obiettivo più realistico.

Missione complessa, perché ad oggi il quarto posto dista appena due punti e l’occupante attuale, il West Ham, ha giocato tre partite in più di noi; al quinto posto siede il Manchester United, che ha giocato due partite in più di noi e stasera ospita il Brighton, ad Old Trafford.
A seguire ci sono il Wolverhampton, che ha giocato una partita in più, gli Sp*rs con il nostro stesso numero di partite e poi il Brighton, che dopo la sfida di stasera a Manchester avrà due partite in più di noi.

Impossibile fare un qualsiasi calcolo, in queste condizioni, e stavolta non c’entra la mia scarsa motivazione: a questo punto della stagione, con un così grande divario in termini di partite disputate e così pochi punti a separare le contendenti, ogni ipotesi rischia di essere smentita a strettissimo giro di posta.

Cosa fare quindi in un caso come questo? Personalmente, direi che l’unico avversario contro il quale dovremmo confrontarci è l’Arsenal stesso, che spesso si è rivelato essere il più ostico di tutti.
Dopo 22 turni di Premier League abbiamo accumulato 39 punti, per una media di 1,77 punti a partita, che ci vedrebbe finire il campionato con 66 punti, solo uno in meno rispetto a quelli che hanno permesso al Chelsea di finire al quarto posto, la stagione scorsa.
Dall’ultima volta che siamo entrati in Champions League, ovvero nel 2016, la quota per tornare tra le prime quattro si sia abbassata continuamente, passando dai 76 punti del 2016/17 ai 67 della stagione scorsa, con un minimo storico di 66 punti nel 2019/20.

Se potessimo fidarci davvero di questa squadra, allora potremmo essere ottimisti perché basterebbero 28 punti per raggiungere l’obiettivo e ne rimangono in ballo ben 48, il che ci garantisce un bel margine; di questi 28 punti che mancano, ben 27 saranno in palio contro avversari in lotta per non retrocedere o fermi a metà classifica, senza particolari obiettivi né prestese: da qui a fine stagione infatti giochiamo in casa contro Everton, Leeds, Brighton, Aston Villa e Brentford e andiamo in trasferta a casa di Newcastle, Watford, Southampton e Crystal Palace – tutte partite nelle quali il nostro peggior avversario saremo noi stessi.

Ovviamente non possiamo fidarci ciecamente di questa squadra, altrimenti sarebbe tutto troppo facile: abbiamo pareggiato in casa contro il Burnley, sofferto tremendamente a casa del Brighton, perso a Goodison Park contro un Everton impresentabile e così via…salvo poi dominare il Manchester City in casa, mettere in ginocchio il West Ham, surclassare gli Sp*rs e sbancare il King Power Stadium, quindi non resta altra opzione che affrontare un avversario alla volta, lasciar perdere la classifica e limitarsi a contare quanti punti ci separano dalla quota europea.

Avremmo dovuto vincere contro il Burnley e non l’abbiamo fatto; non avremmo dovuto vincere contro i Wolves ma abbiamo portato a casa i tre punti: perché affaticarsi con calcoli e proiezioni?

Odio la matematica ma in realtà credo di odiare di più l’imprevedibilità di questo pazzo Arsenal.

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