Gruppo di Ferro

Quanto è bella la classifica, stamattina?
È solo una sensazione ma quel gol al 95′ sarà più che un “semplice” gol da tre punti.

Al di là della conclusione sciabattata di Alexandre Lacazette, che senza l’aiuto del portiere ospite sarebbe finita fuori, la rimonta di ieri sera contro il Wolverhampton ha messo in luce uno spirito di squadra incredibile, una determinazione feroce per ribaltare il risultato e continuare così la corsa all’Europa.

Una vittoria così, o come quella della gara d’andata, valgono tantissimo.

È facile oggi dimenticare com’eravamo messi dopo lo 0-5 dell’Etihad Stadium e quale fosse l’umore generale (compreso il mio) rispetto a Mikel Arteta, Edu, la KSE e i giocatori. La posizione di classifica nella quale ci troviamo questa mattina e il modo in cui gioca la squadra sono il più grande complimento per tutto il Club e un giusto monito per noi tifosi, spesso troppo veloci e taglienti dei nostri giudizi.

Questa è una squadra vera, unita e solida; una squadra che sa quello che vuole e è pronta a provarci fino all’ultimo, con tutte le proprie forze. Lo spogliatoio è unito, i giocatori si fidano ciecamente del proprio manager, il quale a sua volta crede profondamente nelle proprie idee. È questa la nostra forza più grande, la nostra risorsa più potente per rincorrere l’Europa League o la Champions League: altre squadre sono qualitativamente più forti (vedi Manchester United) o meglio equipaggiate (vedi Tottenham) ma noi abbiamo la forza di gruppo e la coesione, a tutti i livelli, per spingerci un po’ più in là.

Con questo spirito e questa abnegazione, possiamo farcela: non dipendiamo più dall’ispirazione di uno o due giocatori, non siamo più vittime delle bizze di qualche ego spropositato e chiunque, in questa squadra, può trasformarsi nell’eroe di giornata. Ieri è successo a Nicolas Pépé, Eddie Nketiah e Alexandre Lacazette, in passato a brillare sono stati Nuno Tavares e Albert Sambi Lokonga, più recentemente Cédric Soares e Rob Holding.

Proverò a non dimenticare nulla di tutto questo, la prossima volta che incapperemo in un risultato negativo, e spero che ognuno di voi riesca a fare altrettanto. Restano 14 partite da giocare ed è impossibile prevedere come andrà a finire ma l’unica certezza è che questo manager e questi giocatori non si risparmieranno.

Non è un trofeo ma è a tutti gli effetti una vittoria, se pensiamo a che squadra fosse l’Arsenal meno di due anni fa.

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