Holy Benji

Sono stati tra coloro che hanno storto il naso, l’estate scorsa.
Non era tanto il giocatore in sé, piuttosto l’investimento effettuato per portarlo a Londra.

Parlo di Benjamin White, ovviamente, giocatore prelevato dal Brighton per una cifra vicinissima ai 50 milioni di sterline, bonus inclusi. Tanti soldi, per un difensore di 23 anni con una sola stagione da titolare in Premier League. In quel Brighton, Ben White giocava da centrale destro in una difesa a tre: come si sarebbe adattato in una difesa a quattro? Cos’aveva in più rispetto a William Saliba, spedito a Marsiglia? Cos’aveva fatto per meritare un investimento così elevato? È vero che soffre così tanto sui palloni alti?

Gli interrogativi erano tantissimi, insomma, e il debutto più che complicato contro il Brentford e Toney non avevano che aggravato la situazione, tanto da portare molti tifosi e qualche osservatore esterno ad equiparare il suo acquisto a quello di Nicolas Pépé, giocatore pagato molto e mai davvero convincente.

Con il recupero di Gabriel, l’innesto di Takehiro Tomiyasu e la promozione di Aaron Ramsdale tra i pali, tuttavia, si è capito immediatamente perchè Edu e Mikel Arteta avessero deciso di spendere così tanto per portarlo all’Emirates Stadium e oggi, pochi mesi dopo, Ben White è uno dei migliori difensori dell’intera Premier League.
In coppia con Gabriel, molto simile all’inglese per caratteristiche, Ben White permette alla squadra di difendere in avanti e far ripartire l’azione velocemente, in modo da cogliere impreparata la squadra avversaria; inoltre, Ben White è un perno per la manovra della squadra, che passa principalmente dai suoi piedi: è suo infatti il maggior numero di passaggi tentati, così come il più alto numero di palloni toccati (Gabriel è il secondo in entrambe le graduatorie) e abbiamo tutti negli occhi le sue accelerazioni palla al piede, che spezzano il pressing avversario.

Nonostante le difficoltà iniziale, Ben White è immediatamente diventato una colonna della squadra, tanto da diventare il giocatore più impiegato da inizio stagione, e una della ragioni principali della solidità difensiva della squadra: l’inglese è primo per intercettazioni e per palloni recuperati, terzo per contrasti vinti (dietro a Thomas e Gabriel) e primo per contrasti aerei vinti, anche se in percentuale Gabriel ha fatto meglio di lui.

Per tornare ad uno degli interrogativi d’inizio stagione, questi numeri spiegano perfettamente cos’abbia fatto Ben White per “meritarsi” un investimento del genere.

Cinquanta milioni di sterline sono il prezzo da pagare per avere una colonna difensiva come non ne vedevamo da tantissimo tempo.

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