Facepalm FC

“…eh, però è il primo aumento dal 2014!”
Verissimo ma non è questo il punto, purtroppo. Non è nemmeno una questione di soldi, per dirla tutta.

Oggi l’Arsenal ha comunicato ufficialmente che gli abbonamenti e i biglietti per la prossima stagione, sia per quanto riguarda la General Admission – ovvero noi poveracci – che il Club Level, aumenteranno del 4%, decisione che ovviamente ha fatto infuriare sia l’associazione dei tifosi che i sostenitori indipendenti. Non credo sia semplicemente una questione di soldi, anche se l’aumento dei prezzi avrà ovviamente un impatto negativo sulle tasche dei tifosi, ma più che altro una questione di tempistiche, immagine e fondamentalmente…cuore.

Le stime dicono che l’Arsenal, grazie a questo aumento, incasserà circa 4 milioni di sterline in più rispetto alla scorsa stagione, il che è nulla di fronte al deficit di bilancio fatto registrare per l’esercizio 2020/2021: il Club, infatti, ha chiuso l’anno fiscale con una perdita vicina (se non superiore!) ai 100 milioni di sterline. Tutto fa, come si dice, ma non è certo nei portafogli dei tifosi che il Club troverà il modo di rientrare di certe spese.
Al contrario, un aumento del 4% potrebbe fare una grossa differenza per i tifosi che vanno all’Emirates Stadium, soprattutto quelli che comprano un biglietto: se per gli abbonati il costo aggiuntivo da sostenere è di “appena” 50 sterline, quel piccolo 4% sul prezzo del biglietto singolo si somma alle spese di viaggio, vitto, alloggio eccetera che accompagnano ogni pellegrinaggio all’Emirates Stadium e potrebbe costringere qualcuno a desistere, parzialmente o completamente, dall’andare a tifare la squadra allo stadio.

Al di là dell’aspetto economico, inoltre, è la tempistica a far storcere il naso a molti tifosi: dopo il dietrofront sulla European Super League e il meschino tentativo della KSE di garantirsi un posto nell’élite calcistica europea, la pubblica ammenda e la promessa di tenere in maggior considerazione il sentimento popolare, ecco la stangata. Difficile non sentirsi traditi dalla proprietà, proprio ora che le ferite stavano guarendo e una fiducia, per quanto circospetta e fragile, sembrava potersi costruire tra la famiglia Kroenke e il nocciolo duro dei tifosi dell’Arsenal.

È anche una questione di cuore, come dicevo, perché la diffidenza verso la prorietà – giustificata o meno, questo lo lascio decidere a voi – è palpabile e colpi bassi come questo rischiano di rendere impossibile ogni riavvicinamento, anche minimo. In un momento in cui la squadra vince e convince, la stagione sembra prendere una buona piega, Mikel Arteta si è guadagnato la stima unanime dei tifosi e i nostri giovani ci rendono sempre più fieri, con questa decisione da parte della Kroenke Sports & Entertainment ha perso un’occasione d’oro per farci illudere che l’Arsenal, anche per loro, non sia un mero investimento economico ma un affare di cuore.

Questa decisione, ad oggi, rischia di costare molto più di quattro milioni di sterline.

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