L’illusionista

Sette assist e un gol nelle ultime nove partite di Premier League. Apperò, Lacazette!
C’è un però, non da poco, che si palesa non appena approfondiamo questi numeri.

Il francese, uno dei trascinatori in questo gruppo di giocatori così affamati e desiderosi di lasciare il segno, svolge un lavoro incredibile per la squadra e spesso si danna l’anima per creare spazi per i compagni, in modo da permettere conclusioni a rete da posizione favorevole.
Tutto questo lavoro, purtroppo, sembra impedirgli di svolgere quello che sarebbe il suo compito principale, ovvero fare gol. Provarci, per lo meno.

I francesi dicono che non si può essere contemporaneamente al forno e al mulino, per dire che non è possibile fare tutto nello stesso momento, tuttavia Alexandre Lacazette passa un po’ troppo tempo al mulino e ciò mi preoccupa molto, in vista della volata finale. Abbiamo bisogno anche di lui al forno, perché non possiamo continuare a riporre tutte le nostre speranze su tre ragazzini di vent’anni e chiedere loro di trovare i gol che potrebbero riportarci in Champions League.

Delle ultime nove partite disputate in Premier League, in ben quattro occasioni Alexandre Lacazette non ha mai tirato in porta e quando lo ha fatto ci è riuscito contro avversari completamente in balía dei nostri attacchi (Leeds e Norwich su tutti). Ovviamente c’è una grossa componente tattica in tutto ciò, con Bukayo Saka e Gabriel Martinelli incaricati d’inserirsi negli spazi creati dai movimenti di Alexandre Lacazette, ma resta il fatto che il nostro centravanti dovrebbe essere più presente per finalizzare, soprattutto contro avversari più accorti e chiusi difensivamente. Data la sua esperienza, intelligenza e le sue qualità tecniche, mi aspetto che Alexandre Lacazette sia tra quei giocatori in grado d’inventare qualcosa proprio quando le condizioni non sono delle più favorevoli, anziché semplicemente offrire una sponda per i compagni.

Confezionare assist è un’arte meravigliosa ma, in una squadra che può disporre di Martin Ødegaard, Bukayo Saka, Emile Smith Rowe, Granit Xhaka, Kieran Tierney, Takehiro Tomiyasu e Thomas Partey, è più facilmente delegabile rispetto alla finalizzazione, compito per il quale abbiamo pochissime alternative.

Anche per quanto riguarda gli assist mandati a referto, ci sarebbe qualcosa da ridire: possiamo davvero considerare un assist un passaggio effettuato a 50 metri dalla porta?

Se questo è un assist…

Possiamo considerare come assist un passaggio in orizzontale sul vertice destro dell’area di rigore, con tre avversari pronti a chiudere il destinatario?

Oppure questo…

Secondo quanto raccolto da fbref.com, Alexandre Lacazette ha un indice di xA (Expected Assist) di 1.6. a fronte di 7 assist ufficialmente considerati come tali, il che significa che i compagni di squadra sono stati in grado di trasformare in oro alcuni dei suggerimenti dell’attaccante francese (vedi sopra).
Quanto può ancora durare? Quanto è sostenibile questo modello? Perché sono Bukayo Saka, Emile Smith Rowe e Gabriel Martinelli a far fare bella figura ad Alexandre Lacazette e non il contrario?

Voglio essere cristallino: il mio non è un attacco rivolto ad Alexandre Lacazette, del quale riconosco le doti di combattente e trascinatore, oltre all’importanza del suo ruolo nello schieramento tattico della squadra, quanto un piccolo campanello d’allarme in vista di quelle che saranno le partite decisive per consolidare definitivamente il quarto posto.

Possiamo raggiungere l’obiettivo senza un attaccante che quantomeno provi a fare gol?

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