La Rivalsa del Panchinaro

È passato meno di un mese da quella lettera anonima, l’inchiostro non è ancora del tutto secco.
Eppure, da quel fatidico 14 aprile, sono cambiate tantissime cose.

Quel panchinaro anonimo aveva ragione, a quanto pare: questo Arsenal ha bisogno di tutti per poter tagliare un traguardo che sembrava irraggiungibile.
Questo Arsenal ha bisogno di Rob Holding e della sua innata capacità di farsi trovare pronto quando chiamato in causa; ha bisogno dei polmoni e della dedizione di Mohamed Elneny a centrocampo; ha bisogno del dinamismo e della cattiveria di Eddie Nketiah là davanti e ha perfino bisogno della follia di Nuno Tavares sulla fascia, nonostante i patemi che ci fa soffrire.

Oggi quel panchinaro anonimo si sta prendendo una meritata rivalsa, dopo mesi passati in panchina e pochissime opportunità di mettersi in mostra. È sempre difficile per un manager cambiare una squadra che vince ma è necessario saper cogliere il momento giusto per far rifiatare un titolare e far sentire importante un rincalzo. Un vecchio saggio diceva che “la forma è temporanea ma la classe è permanente”, quindi Mikel Arteta dovrà imparare ad intuire prima quando la “forma” sta calando, nonostante la “classe” del giocatore in questione. Non ha saputo farlo con Takehiro Tomiyasu, Kieran Tierney o Thomas Partey ma sembra aver cambiato rotta con Alexandre Lacazette, anche se con colpevole ritardo rispetto alle prestazioni incolori del francese.

Meglio tardi che mai? Dipende.

Se non fosse stato per la clamorosa impresa di prendere nove punti contro Chelsea, Manchester United e West Ham, oggi con ogni probabilità staremmo qui a recriminare sulle tre sconfitte contro Crystal Palace, Brighton e Southampton e la mancata qualificazione europea che ne sarebbe derivata. Siamo stati bravi e fortunati a cambiare rotta così velocemente e rimetterci in una posizione di vantaggio per il quarto posto, tuttavia è impossibile non chiedersi come sarebbe andata con alcuni di quei panchinari schierati dal primo minuto contro quegli avversari. Saremmo già fuori dalla portata delle inseguitrici? Avremmo fatto ciò che abbiamo fatto a Stamford Bridge o al London Stadium?

Non importa, siamo tornati prepotentemente in corsa ed è giusto goderci questo momento. La cosa più importante, in tutto questo, è la consapevolezza di avere risorse importanti in panchina, magari addirittura insperate, e sapere che Mikel Arteta avrà fatto tesoro della lezione.

Niente più lettere anonime in futuro.

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