Au Revoir

Alexandre Lacazette lascia l’Arsenal e torna all’Olympique Lyon, la sua prima casa.
L’attaccante francese lascia dopo cinque stagioni, 206 presenze, 71 gol e 36 assist, una FA Cup e due Community Shields.

La partenza di Alexandre Lacazette lascia però anche un forte senso d’incompiutezza perchè l’attaccante non ha mai davvero fatto compiere quel salto di qualità alla squadra che ci si aspettava da uno come lui. Arrivato sull’onda di una stagione conclusa con 37 gol in 45 partite tra Ligue 1, Champions League, Europa League, Coupe de France e Coupe de la Ligue, Alexandre Lacazette avrebbe dovuto aggiungere una dimensione nuova al nostro attacco – fino ad allora guidato dal generoso ma limitato Olivier Giroud.

Rispetto al connazionale, Alexandre Lacazette avrebbe dovuto portare in dote qualità realizzative fuori dalla norma senza tuttavia far rimpiangere il lato associativo del gioco di Olivier Giroud, elevandosi così ad attaccante completo e vero erede di Robin van Persie.

Le cose però si sono complicate abbastanza in fretta.

Delle prime quattordici partite di Premier League, Alexandre Lacazette ne ha giocate solo due per intero: la prima contro il Leicester e la sconfitta interna contro il Manchester United, quasi quattro mesi più tardi. Nonostante i gol arrivassero regolarmente (8), Arsène Wenger lo ha spesso tolto dal campo prima della fine e poche settimane più tardi l’alsaziano ha messo sul piatto 60 milioni per portare Pierre-Emerick Aubameyang all’Arsenal. Con l’arrivo del gabonese, Alexandre Lacazette ha trovato il gol con meno continuità e chiuderà la stagione con 17 reti totali tra Premier League e Europa League, il peggior bottino realizzativo dalla stagione 2012/13.

Con l’arrivo di Pierre-Emerick Aubameyang, inoltre, Alexandre Lacazette non è più il padrone indiscusso dell’attacco e il suo ruolo diventa via via più marginale e, aspetto non trascurabile, la sua posizione in campo lo porta sempre più lontano dalla porta avversaria. Nel tempo, il francese diventa sempre più centrale nella manovra ma sempre più superfluo in fase realizzativa, tanto da venire apprezzato più per il suo lavoro spalle alla porta che per il suo contributo di gol.

Stagione dopo stagione, il ruolo in campo di Alexandre Lacazette evolve in maniera tale da rendere accettabile l’idea che la sua presenza nell’area di rigore avversaria non sia indispesabile: grazie al suo lavoro di associazione con i compagni, Alexandre Lacazette può concedersi il lusso di non partecipare alla fase realizzativa, se non in maniera sporadica, fino all’apoteosi della stagione appena conclusasi – durante la quale il francese viene elevato al rango d’intoccabile.

Non ne faccio una colpa al buon Alexandre, perchè fino all’ultimo ha dato il meglio di sè e non si è mai tirato indietro, ma anche lui passerà alla storia come un giocatore il cui profilo monodimensionale ha portato più inconvenienti che vantaggi all’evoluzione della squadra.
Giocare in maniera associativa non può e non dev’essere esclusivo della capacità di farsi trovare in area a finalizzare l’azione e non giustifica il fatto che Alexandre Lacazette, negli ultimi tempi, non tirasse quasi mai in porta.

Ora che è il momento di tirare le somme, è difficile ignorare la sensazione che Alexandre Lacazette abbia fallito tutti gli obiettivi, anche quello in apparenza più semplice, ovvero non far rimpiangere Olivier Giroud.

Au revoir, Laca.


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