Numero Sconosciuto

Cos’è un numero, in fin dei conti?
Se il rinnovo di Eddie Nketiah ha fatto storcere il naso, il cambio di numero ha scandalizzato.

Il giovane attaccante ha infatto deciso di abbandonare il 30 e mettersi sulle spalle nientemeno che il 14, numero che evoca immediatamente il nome di Thierry Henry, miglior giocatore della storia dell’Arsenal e probabilmente della storia della Premier League.

Cosa c’è di male? Perchè tanto astio? Eddie Nketiah è arrivato all’Arsenal quando aveva 14 anni, scartato dal Chelsea, ed è cresciuto idolatrando Ian Wright e proprio Thierry Henry, quindi è normale che voglia omaggiare uno degli attaccanti che hanno fatto la storia dell’Arsenal.

Basta vederlo giocare per capire che in questa scelta non c’è nessuna intenzione di compararsi all’attaccante francese, perché la rabbia e la ferocia che mette in campo sono tipici di chi ha voglia di farsi un nome e non di chi si sente già arrivato. Non c’è nemmeno un briciolo di arroganza nel modo di affrontare le partite (e gli allenamenti, ascoltando Mikel Arteta) di Eddie Nketiah, nulla che faccia anche solo sospettare un sentimento di supponenza da parte dell’attaccante inglese.

Eddie Nketiah non ha mai detto una parola fuori posto, anche quando veniva ignorato da Mikel Arteta in favore di un Alexandre Lacazette palesemente fuori forma, e ha aspettato pazientemente la propria occasione, per poi afferrarla di prepotenza.

L’unica cosa che chiedeva Eddie Nketiah era la possibilità giocare più partite consecutive e non essere più considerato solo come la carta della disperazione. Quando gliene è stata concessa la possibilità, ha dimostrato di essere un attaccante polivalente e non un semplice rapace da area di rigore; ha dimostrato di saper guidare il pressing della squadra, ripiegare, offrire sponde ai compagni e attaccare la profondità con efficacia. Pur con tutti i limiti di un attaccante con alle spalle appena quaratun partite da titolare tra Premier League, Europa League, FA Cup e Carabao Cup, Eddie Nketiah ha fatto vedere di avere i numeri per essere una valida alternativa per l’attacco dell’Arsenal.

Eddie Nketiah si è guadagnato il nuovo contratto e il nuovo numero di maglia con il lavoro sul campo, un comportamento esemplare al di fuori del rettangolo di gioco e un percorso impressionante nelle giovanili del club, proprio come Bukayo Saka e Emile Smith Rowe prima di lui.

Avere giocatori del vivaio che ereditano numeri molto significativi dovrebbe essere un vanto, non una fonte di critiche e rabbia.

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