Dov’è il Trucco?

Matt Turner, Auston Trusty, Marquinhos e Fàbio Vieira già arrivati.
Lísandro Martínez, Gabriel Jesus, Youri Tielemans e Raphinha in orbita.

Il club sta facendo un mercato da Champions League nonostante il quinto posto finale e in tutto ciò non si parla di una singola cessione, al di là dei giocatori già fuori dal progetto tenico. Dov’è l’inganno?

Ammesso che le quattro trattive in corso vadano in porto, e ne dubito, l’Arsenal investirà un cifra vicina ai duecento milioni di sterline e quindi superiore a quella della sessione di mercato della scorsa estate, già definita faraonica.
Non avendo le risorse illimitate di Newcastle, PSG o Manchester City, è naturale porsi alcune domande sulla sostenibilità delle ultime due campagne acquisti ed è altrettanto naturale diventare sospettosi riguardo al silenzio assoluto che circonda le operazioni in uscita.

Il grosso lavoro di pulizia del monte ingaggi ha sicuramente aiutato in merito, così come la decisione della KSE di assorbire il debito relativo al finanziamento dell’Emirates Stadium e offrire un tasso più vantaggioso all’Arsenal, ma gli investimenti effettuati nell’ultimo anno sono davvero pesanti.

Edu avrà l’arduo compito di piazzare Bernd Leno, Rúnar Rúnarsson, Héctor Bellerín, Pablo Marí, Ainsley Maitland-Niles, Lucas Torreira, Reiss Nelson e Nicolas Pépé prima dell’inizio della prossima stagione ma dubito che il dirigente brasiliano saprà ricavare cifre consistenti da queste cessioni, vuoi perchè alcuni giocatori non hanno mercato o perchè altri sono in scadenza di contratto e quindi la loro valutazione è in fase calante. Restando larghi, anzi larghissimi, Edu potrà incassare la somma necessaria a coprire l’acquisto di uno tra Gabriel Jesus e Raphinha ma non entrambi.

Dando un’occhiata ai profili in entrata, inoltre, cresce il sospetto che il club stia operando in gran segreto per cedere uno dei pezzi grossi della rosa a disposizione di Mikel Arteta, che si tratti di uno tra Gabriel e William Saliba o di Granit Xhaka, che sarebbero sostituiti in rosa da Lisandro Martínez e Youri Tielemans. Fatico ad immaginare che giocatori come l’argentino e il belga arrivino all’Arsenal con appiccicato addosso il ruolo di squad player, a maggior ragione in un club che non ha ancora raggiunto un livello tale da garantire le migliori vetrine anche ai non titolari, ma forse sono io ad essere paranoico.

Forse, in realtà, Mikel Arteta e l’Arsenal stanno entrando nella seconda fase del progetto, quella che ci permetterà di fare il salto di qualità definitivo: in questo senso, costruire una rosa competitiva in ogni ruolo è fondamentale e per farlo non ci si può più limitare al concetto di titolare/riserva che vediamo applicato ad esempio con Takehiro Tomiyasu e Cédric oppure Thomas Partey e Mohamed Elneny ma bisogna acquistare giocatori in grado di ribaltare le gerarchie prestabilite – che sia immediatamente o nel medio termine.

Se questa è la strategia, allora gli innesti di Lisando Martínez, Youri Tielemans, Fàbio Vieira e Raphinha assumono tutt’altra dimensione e costringeranno alcuni degli intoccabili della passata stagione ad elevare il proprio rendimento, pena la panchina.
Ancora più importante, se questa è la strategia allora significa che il club è sul punto di diventare (tornare?) un grande club, con ambizioni d’altissima classifica.

Se non c’è trucco e non c’è inganno, il prossimo Arsenal potrebbe essere una squadra da tenere d’occhio.

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