3-9-2

DO DO DO DO DO DO DO…SALIBA!
Dopo “Here we gooo, Saka and Emile Smith Rowe!” ecco il nuovo tormentone che non se ne va dalla mia testa!

Non qui per parlare (solo) del primo gol in Premier League di William Saliba, per quanto incredibile, ma della trasformazione di una squadra che dodici mesi fa era in piena crisi d’identità e di risultati.

0 vittorie, 0 gol fatti e 9 subiti dopo le prime 3 giornate di Premier League 2021/22
3 vittorie, 9 gol fatti e 2 subiti dopo le prime 3 giornate di Premier League 2022/23

Non bastano gli arrivi di Gabriel Jesus e Oleksandr Zinchenko per spiegare un cambiamento così clamoroso, per quanto l’innesto dei due ex-Manchester City stia avendo un’influenza innegabile sul modo di giocare della squadra. Un anno fa, di questi tempi, mancavano le basi per costruire anche solo un accenno del calcio che vediamo oggi, mentre oggi il progetto sembra fatto e finito: il campionato è ancora lunghissimo e arriveranno infortuni, cali di forma, il Mondiale in Qatar a rimescolare le carte e chissà quale altra sciagura, tuttavia le idee e la loro applicazione è semplicemente straordinaria.

Gli acquisti di Aaron Ramsdale, Ben White, Takehiro Tomiyasu e Martin Ødegaard hanno aiutato a dare forma alla creatura di Mikel Arteta, poi perfezionata con una meticolosità e un’intransigenza rare in un universo frenetico come quello della Premier League, quindi oggi è doveroso rendere omaggio alla testardaggine dello spagnolo, oltre al suo ovvio talento, che ha permesso di trasformare interamente il club e rivoluzionare la squadra.

Oggi la squadra si muove con una sincronia quasi perfetta e i giocatori sono in grado di occupare più posizioni sul terreno di gioco, a seconda del frangente e della posizione dei compagni. La squadra, nel suo insieme, è passata alla fase più avanzata del juego di posición, andando al di là dei ruoli nominali per abbracciare un approccio che richiede intelligenza, sicurezza nei propri mezzi e quella serenità che può derivare esclusivamente dalla preparazione, ripetuta in maniera ossessiva, di diversi scenari all’interno dei novanta minuti.

Dalla serie di prestiti per William Saliba affinché affinasse le sue innegabili qualità al rifiuto deciso di accontentarsi del primo attaccante che passava il convento, passando per la decisione di ritirarsi da aste spropositate come quelle per Lisandro Martínez o Raphinha e l’insistenza nel voler rinnovare i contratti di Folarin Balogun e Eddie Nketiah, ogni singola scelta operata da Edu e Mikel Arteta si è rivelata impeccabile.

Oggi Mikel Arteta e il club stanno raccogliendo i frutti di un’opera mastodontica, iniziata tre anni fa – sperando che sia solo l’inizio.

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