Cosa succede se…

Concedetemi una parentesi di mercato, in questo martedì mattina.
C’è un enorme elefante in questa stanza di cui si dovrà parlare, prima o poi.

Non mi riferisco a noi tifosi, che parliamo già abbastanza, ma a Edu, Mikel Arteta e tutto il club, che sembrano intenzionati ad evitare di porsi una questione molto importante per il futuro immediato di questa squadra, ovvero quella che riguarda Thomas Partey.

La vicissitudine giudiziaria che pare coinvolgere il ghanese (il condizionale è d’obbligo, a meno che non sia entrato in vigore il codice penale di Twitter) è secondaria, per ora, perché al di là di questa bruttissima vicenda resta il fatto che Thomas Partey non ha mai giocato più di 24 partite di Premier League a stagione e nemmeno tutte da titolare. Stando ai numeri, infatti, l’ex Colchonero ha giocato appena 18 partite da titolare durante la stagione d’esordio e 23 quella passata, davvero poche per un elemento che dovrebbe essere imprescindibile per la squadra.

Ciò nonostante, non sembra esserci una singola trattativa in corso per portare all’Emirates Stadium un sostituito per il ghanese ed è difficile non preoccuparsi, anche alla luce del fatto che le soluzioni interne non offrono alcun tipo di garanzia: Albert Sambi Lokonga viene ormai considerato una mezz’ala e il ricambio di Granit Xhaka, mentre Mohamed Elneny semplicemente non ha le qualità necessarie per fungere da prima valvola di sfogo del pressing avversario e spezzare le linee avversarie come riesce a fare benissimo Thomas Partey.

Mi rassicura non essere solo in questo ragionamento, come dimostrano i risultati del sondaggio che ho lanciato qualche giorno fa, e mi rassicura sapere che Mohamed Elneny viene considerato un ottimo uomo squadra ma non una valida alternativa a Thomas Partey.

Mi rassicura molto meno invece l’idea che Edu e Mikel Arteta chiudano il mercato con l’acquisto di un esterno d’attacco che vada a prendere il posto di Nicolas Pépé, destinato al Nizza, e considerino la rosa buona cosi com’è perché di quell’elefante prima o poi si tornerà a parlare.
L’arrivo di un attaccante in più è necessario e benvenuto, se non altro per dare un po’ di riposo e sana concorrenza a Bukayo Saka, ma è solo una questione di tempo prima che Thomas Partey sia indisponibile.

L’amara verità è che possiamo aspettarci l’ormai tradizionale infortunio muscolare per il ghanese, la cui assenza ha probabilmente fatto la differenza tra il quarto e quinto posto, l’anno scorso. Resta da vedere se succederà quando gli impegni cominceranno a farsi sempre più ravvicinati, se succederà in concomitanza con il Mondiale in Qatar o se ad avere ragione dei quadricipiti del ghanese saranno la primavera e le partite accumulate fino a quel punto. Non è un questione di se ma di quando.

Sempre ammesso, ovviamente, che le pesantissime e pubbliche accuse che gli sono rivolte non si rivelino essere fondate e sfocino in accuse formali ed eventuali condanne penali, evenzienza che aprirebbe scenari che vanno ben al di là di mere questioni tattiche e tirerebbero in ballo tutta la dirigenza del club – che fino a qui ha fatto muro attorno a Thomas Partey e continua a considerarlo un elemento estraneo ai fatti, trattandolo di conseguenza per tutte le questioni sportive.

Cosa succede se Thomas Partey si ferma per tre settimane? Cosa succede se si ferma per tre mesi? Cosa succede se…

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