Meriti e Demeriti

Ci sarebbero tanti modi per raccontare questa prima metà di Premier League.
Peccato che la narrativa mainstream sia quella più noisa e banale di tutte.

L’Arsenal, una delle squadre più giovani del campionato, è in testa alla classifica con otto punti di vantaggio sul Manchester City ma tutto ciò che leggo è che questo Arsenal sembra il Leicester del 2016, quello del miracolo di Ranieri, Vardy, Mahrez e Kanté.

DISCLAIMER: Questo pezzo non intende togliere nulla alla grande annata del Leicester e al loro improbabile titolo di campioni d’Inghilterra.

Quel Leicester, la cui impresa rimarrà negli annali del campionato più ricco e più competitivo d’Europa, dopo 18 turni aveva accumulato 38 punti, due più di noi e tre in più del Manchester City, fermo al terzo posto. Oltre ad aver segnato meno ed incassato di più, sempre a quel punto della stagione, quel Leicester aveva vinto ben quattro partite in meno rispetto all’Arsenal attuale ed è proprio qui che, a mio parare, la storia cambia e con essa dovrebbe cambiare anche la narrativa dietro ad essa.

La classifica di Premier League del 2015/16, dopo 18 turni
La classifica di Premier League oggi

Quel Leicester City, a detta di molti, ha vinto il campionato perché le grandi lo hanno perso, per motivi diversi tra loro: il Manchester City non era ancora quello di Pep Guardiola, che sarebbe arrivato la stagione successiva; il Chelsea stava per passare di mano tra Hiddink e Conte; il Manchester United, con van Gaal in panchina, faticava a ritrovare un’identità chiara dopo l’addio di Sir Alex Ferguson ed infine Arsenal e Tottenham hanno giocato ad auto-sabotarsi tutta la stagione. Insomma, quel Leicester avrebbe approfittato di una congounzione astrale probabilmente irripetibile.

Personalmente, non sono d’accordo con chi reputa che le Foxes non abbiano pienamente meritato quel titolo ma sono ancora meno d’accordo con chi mette sullo stesso livello la prima metà di campionato dell’Arsenal con ls cavalcata del Leicester.

L’Arsenal fino a qui ha vinto quindici partite su diciotto, dieci delle quali con due o più gol di scarto, e ha sconfitto tutte le dirette rivali per il titolo ad eccezione del Manchester United, mentre deve ancora affrontare il Manchester City.
Nello stesso periodo, il Leicester aveva perso pesantemente in casa contro l’Arsenal, perso ad Anfield, pareggiato con Tottenham e Manchester United e vinto contro il Chelsea – prima di pareggiare contro il Manchester City durante la diciannovesima giornata di Premier League.

Il Leicester di allora, con la classifica attuale, sarebbe terzo a pari punti con Manchester United e Newcastle e si troverebbe più vicino al quinto posto che alla cima della classifica.
Se non basta avere il secondo miglior attacco, la seconda miglior difesa e la miglior differenza reti; se non basta aver vinto molto di più ed aver perso di meno e se non basta aver creato un divario di otto punti sulla seconda in classifica, non vedo cos’altro possa essere necessario per essere considerati una squadra che si trova in testa alla classifica puramente per meriti propri e non per presunte colpe altrui.

Il Manchester City ha una rosa meglio attrezzata della nostra ed è piû abituato di noi ad un certo tipo di pressione; sulla carta, Liverpool e Chelsea hanno organici superiori al nostro e dovrebbero trovarsi più in alto in classifica; il Tottenham è stato particolarmente sfortunato con gli infortuni e il Manchester United è sulla buona strada per tornare grande MA, in tutto questo, l’Arsenal è la squadra che ha messo otto punti tra sé e le inseguitrici ed è soprattutto la squadra che ha messo sotto ogni singolo avversario affrontato fino a qui, soffrendo solo nel secondo tempo della partita contro il Leeds e durante l’ultimo quarto d’ora della partita a casa del Brighton. Anche a Old Trafford, da dove siamo usciti sconfitti, abbiamo giocato una buona partita e non meritavamo di perdere, ancor meno con due gol di scarto.

Quel che vedo io, weekend dopo weekend, è una squadra contro la quale è difficile difendere, che concede poche occasioni da gol e che non molla mai, senza scomporsi.

Una squadra così vince per merito, non per demeriti altrui. Que sera, sera.

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