La Redazione

Cari Gooners, eccovi la Redazione di Clock End Italia, che con sangue (?), sudore (si, quello sì) e lacrime (anche troppe!) vi propone regolarment notizie, approfondimenti e aggiornamenti sull’Arsenal.

Se volete unirvi a noi, non esitate a contattarci all’indirizzo clockenditalia@gmail.com

ANDREA ROSATI

Primo contatto con l’Arsenal nel 1994, finale di Coppa delle Coppe contro il Parma, a Copenaghen; l’avvento di internet e delle pay-TV mi ha permesso di sviluppare il rapporto con i Gunners e seguirne ogni passo – in campo e fuori.
Collaboratore di Goal.com, Calcio 2000 e Vavel, nel novembre 2011 ho creato Clock End Italia per avere uno spazio tutto mio, nel quale sviluppare pensieri e opinioni su tutto ciò che riguarda l’Arsenal.

Dal 2014 scrivo regolarmente anche per GunnersTown, tra i blog relativi all’Arsenal più popolari in Inghilterra.

LORENZO MEONI

Era il 2008 quando io e mio padre passeggiavamo per il centro di Londra e nel primo pomeriggio, con disinvoltura, dissi: “Andiamo a vedere una partita di calcio inglese stasera?” Il botteghino era lì a due passi. Biglietti per Arsenal-Wigan, partita di Carling Cup di fine ottobre. Non potevo crederci, di lì a poco avrei visto l’Emirates Stadium! Il tragitto da Paddington ad Arsenal me lo ricordo come se fosse ora, le indicazioni chieste per raggiungere il nostro settore, le battute sui cori inglesi, le canzoni dei Rolling Stones prima della partita, non posso dimenticare niente. Segnò due gol Jay Simpson e un gol Carlos Vela. In panchina Arsène Wenger, quella squadra volava. E da quel giorno, mi fissai per quei colori del Nord di Londra

MASSIMILIANO IOLLO

Nato in provincia di Napoli, l’Arsenal è entrato nella mia vita in un pomeriggio d’inverno di 19 anni fa quando, tornato da scuola, passavo il tempo davanti alla TV a guardare programmi sportivi. Rivedo l’immagine sbiadita di un giocatore grosso, con le mezze maniche della maglia lunghe fino ai gomiti, la chioma bionda, la barba incolta: era Emmanuel Petit. Accanto a lui, avvolto in un trench grigio o marrone, un signore distinto con gli occhiali con le braccia incrociate e lo sguardo corrucciato: quel signore era Arsène Wenger.

MARTINA GRAMICCIA

Nata da qualche parte nei pressi di Roma ma solo per sbaglio.

Mi piace girovagare per il mondo in compagnia della mia Sony Alpha, zaino in spalla e maglia dell’Arsenal. La mia storia con l’Arsenal, come tutte le cose belle della vita, inizia per caso all’età di 6 o 7 anni grazie a Febbre a 90° ma, invece di prendermi una cotta per Colin Firth, mi innamorai dei Gunners.

ANDREA MAESTRI

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